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  <title>Centro Teatro Universitario</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/fotografie-da-franco-scaldati">
    <title>"Fotografie", da Franco Scaldati</title>
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    <description>Studio teatrale diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi con gli allievi del Centro Teatro Universitario</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>Ricavando i materiali di lavoro dalla drammaturgia dell'artista palermitano <strong>Franco Scaldati</strong>, da anni al centro dell'impegno degli attori e registi <strong>Enzo Vetrano</strong> e <strong>Stefano Randisi</strong> (Cooperativa Le tre corde/Diablogues), nel mese di <strong>ottobre del 2021</strong> si è svolto un intenso laboratorio teatrale rivolto a un gruppo di allievi del CTU e finalizzato all'allestimento dello studio teatrale "<strong>Fotografie</strong>".</p>
<p>Nonostante le difficoltà provocate dalla situazione sanitaria l'evento è stato presentato in pubblico nella serata del successivo <strong>martedì 9 novembre</strong> presso il <strong>Laboratorio Aperto - Ex Teatro Verdi di Ferrara</strong>.</p>
<p>"<em>Se una farfalla si sogna di essere un fiore, è un fiore o una farfalla?</em>", è una delle battute iniziali di un intenso intreccio di situazioni, azioni e parole, ricco di sogni, fantasie e personaggi "stralunati" inventati da Franco Scaldati nel corso della sua intensa attività, fino alla scomparsa avvenuta nel 2013.</p>
<p>Autore di numerose opere letterarie e teatrali, da egli stesso dirette e interpretate, attore cinematografico (diretto tra gli altri dai <strong>fratelli Taviani</strong>, <strong>Pasquale Scimeca</strong>, <strong>Ciprì e Maresco</strong>, <strong>Giuseppe Tornatore</strong>), l'artista palermitano è stato definito figura minore ma non minoritaria dell'ultimo quarto di XX secolo. Spesso ingiustamente dimenticato anche dagli addetti ai lavori, soprattutto per le difficoltà di una lingua dura e ostica utulizzata nei suoi copioni, Scaldati è stato indiscutibile promotore e protagonista del teatro di ricerca nella sua città liberandola dalla patina convenzionale del teatro dei pupi e della <em>vastasata</em>.</p>
<p>Maestro inoltre di molti, come <strong>Emma Dante</strong>, <strong>Franco Maresco </strong>e gli stessi <strong>Vetrano </strong>e <strong>Randisi </strong> che , con la proposta  del laboratorio "Fotografie", non gli hanno semplicemente voluto rendere omaggio ma trasmetterne agli allievi il sapere, l'arte, l'interiorità come spazio di riflessione, formazione e crescita.</p>
<p>Nel repertorio dei due maestri, anch'essi palermitani, di Franco Scaldati sono presenti "Totò e Vicé", "Assassina" e "Ombre folli", spettacoli apprezzati e pluripremiati dalla critica, al pari della prolungata attività sulla drammaturgia di <strong>Luigi Pirandello</strong> e altro ancora.</p>
<p>Al laboratorio e allo studio teatrale hanno preso parte: <strong>Michela Arcidiacono, Carla Calò, Claudia Cincotti, Giuseppe Cota, Leily Fazelimanesh, Liliana Letterese, Giuseppe Lipani, Andrea Lugli, Stefano Massarenti, Patrizia Ninu, Robert Moore, Mara Vincenzi, Elisabetta Zecchi. </strong></p>
<p>"<em>Se apro gli occhi vedo un parte di mondo, se li chiudo vedo il mondo intero</em>" (F. Scaldati).</p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-04-17T13:31:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/archivio/2018-2021/ciao-giuliano-inventore-di-sogni-e-di-magnifiche-utopie">
    <title>Ciao Giuliano, inventore di sogni e di magnifiche utopie! </title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/archivio/2018-2021/ciao-giuliano-inventore-di-sogni-e-di-magnifiche-utopie</link>
    <description>Se n'è andato Giuliano Scabia, poeta e uomo di teatro tra i più importanti del secondo Novecento. In queste righe il ricordo di Daniele Seragnoli </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p>NARRATORE:</p>
<p>Marco Cavallo vola in Paradiso</p>
<p>poi sale sulla Luna insieme ai matti:</p>
<p>li porta l’Ippogrifo col sorriso</p>
<p>a ritrovare il senno soddisfatti.</p>
<p>IPPOGRIFO:</p>
<p>Marco Cavallo, prima in Paradiso</p>
<p>poi sulla Luna andiamo insieme ai matti:</p>
<p>io vi guido volando col sorriso</p>
<p>per risanare gli uomini disfatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questi versi si apriva il “Canto dell’Ippogrifo” per l’incontro 
tra il     “rinato” corsiero ariostesco e il cavallo azzurro, il Marco 
Cavallo dei     matti triestini (ma non solo) all’Alzheimer Fest di 
Treviso alla metà del     settembre 2019.</p>
<p>È stata l’ultima volta in cui abbiamo incontrato Giuliano Scabia – 
uomo di     teatro, scrittore e poeta, inventore e stimolatore di sogni e
 tanto altro     ancora – che ora ci lascia, sulla soglia degli 86 anni.</p>
<p>Giuliano, uno dei padri di quel cavallo Marco nato nel manicomio di 
Trieste     nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso, uno degli
 artisti     invitato da un “folle” come Franco Basaglia a iniziare 
tramite l'espressività artistica l’opera di     demolizione della 
disumana istituzione psichiatrica dell’epoca. È storia     ormai nota, 
ma che andrebbe (va) sempre richiamata contro l’oblio e i     torpori 
della nostra contemporaneità.</p>
<p>Giuliano, il cui legame col Centro Teatro Universitario e con Ferrara
 si     era rafforzato negli ultimi anni, in particolare nell’ottobre 
del 2018     quando, al termine della mia prolungata direzione del 
Centro e della docenza     universitaria attiva, ho realizzato uno dei 
sogni e progetti più a     lungo accarezzati: portare quel cavallo 
azzurro a Ferrara, come emblema     della riforma psichiatrica che in 
quello scorcio di ‘900 vide protagonista     di primo piano anche questa
 città grazie al lavoro del basagliano Antonio Slavich     insieme 
all’assessore Carmen Capatti e diversi altri, e come raffigurazione     
dell’impegno del CTU nel campo del sociale e dei molti corsi 
universitari     sul teatro volto alla formazione e a un impegno 
pedagogico ad ampio raggio (disagio,     carcere, emarginazione, ecc.).<img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/DSCF1231.jpg/image_preview" alt="null" class="image-right" title="Marco Cavallo" /></p>
<p>Giuliano, che aderì subito all’invito a collaborare, rilanciando     
immediatamente come era solito fare, “costringendo” tutti a un lavoro   
  supplementare (quanto mai gradito).</p>
<p>L’azzurro cavallo Marco, fece notare, era sì solito viaggiare (quanti
 chilometri percorsi     nei decenni…), ma doveva essere invitato 
ufficialmente. Mica era (ed è) un     cavallo qualsiasi! D’accordo 
l’Università e le istituzioni pubbliche che     partecipavano al 
progetto, ma Ferrara è stata (ed è) la città di un cavallo altrettanto 
simbolico: l’Ippogrifo nato dalla fantasia e dalla poesia di un     
altro matto diverso come Ludovico Ariosto.</p>
<p>Ed è così che, sotto lo stimolo e la guida del maestro Giuliano 
Scabia, l’Ippogrifo     ha ripreso vita sul finire del 2018 dettandomi 
una lettera da inviare al     Marco triestino per invitarlo a una festa 
solenne in suo onore: “per     incontrare gente e amici che hanno 
contribuito alla tua nascita, per     parlare delle tue avventure, e per
 ballare e imparare le tue canzoni e     cantare con te: “Alla festa ci 
siamo tutti / Marco Cavallo canta per gli     esclusi / alla festa ci 
siamo tutti”… Saremo presi per matti? Meglio…     perché potremo ancora 
tirare fuori dalla tua 'pancia' desideri, sogni,     utopie e gridare, 
come 45 anni fa: abbiamo imparato di nuovo che cosa vuol     dire stare 
insieme a inventare…</p>
<p>“E questa è la liberazion / W la Rivoluzion”.</p>
<p>La risposta, dettata a Peppe Dell’Acqua altro “incallito” e 
straordinario basagliano, non     tardò ad arrivare, e fu quella più 
attesa:</p>
<p>“Caro Ippogrifo,</p>
<p>la tua lettera non mi ha colto di sorpresa e il tuo invito mi ha 
riempito     di gioia.&nbsp;Non mi ha colto di sorpresa perché mentre 
crescevo, mentre viaggiavo,     mentre conoscevo il mondo, entravo nei 
luoghi più chiusi e orrendi che tu     possa immaginare.&nbsp;Mi dicevano 
‘Sei come l’ippogrifo!’ e io le prime volte non capivo chi     fosse 
questo ippogrifo e la parola mi faceva un po’ paura. Non fosse stato    
 per Giuliano, che mi ha raccontato tutta la storia, non avrei capito   
  niente.</p>
<p>Tu sei andato sulla luna, hai portato Astolfo a cercare tra le cose 
perdute     per riportare sulla terra il senno di Orlando e di tutti 
noi. Io sono nato,     come sai, nel luogo dove la follia degli uomini 
veniva rinchiusa tra alte     mura, la follia diventava malattia e gli 
uomini e le donne invisibili.     Mentre nascevo gli internati in questi
 luoghi orrendi, mentre stavano     diventando uomini e donne, hanno 
riempito la mia pancia dei loro sogni e     della loro follia.</p>
<p>Non è stato facile uscire, ho dovuto abbattere cancelli, scontrarmi 
con     sapientoni prepotenti e con le credenze più stupide che crescono
 nel mondo.     Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.</p>
<p>Tu hai riportato sulla terra il senno perduto degli uomini ed io (quasi     complice tuo) ho portato la follia tra gli uomini.</p>
<p>Il senno non può essere senno se non ha in sé la follia. Una società è
     quanto più democratica quanto riesce a trattenere in sé il senno e 
la     follia.</p>
<p>Era ora che ci incontrassimo”.</p>
<p>Ma per rendere efficace lo scambio entrambi i cavalli dovevano essere
     fisicamente presenti, e per questo Antonio Utili, scenografo – a 
sua volta da decenni amico e     collaboratore di Giuliano Scabia e mio –
 ha costruito appositamente un     bell’Ippogrifo dorato e sfavillante 
che con l’azzurro Marco ha dato vita a     una festa animando il centro 
storico di Ferrara, trainati in corteo tra     narrazioni e canti che 
hanno coinvolto, come era nelle intenzioni, invitati     e semplici 
passanti.</p>
<p>Ecco, Giuliano era questo: artefice dell’evento, accurato e rigoroso 
    organizzatore, cantastorie, stimolatore e animatore, coinvolgente in
 tutto     e per tutto, carico di energia,&nbsp;dal mattino a sera 
inoltrata,&nbsp;“puer aeternus”, ancorché ormai ultra     ottuagenario in 
quell’ottobre 2018,&nbsp;</p>
<p>Poi l’anno successivo, quando in occasione della festa di Treviso 
l’invito     si è capovolto (ed è stato ben accolto da Giuseppe Lipani 
nuovo direttore     del CTU), per un secondo incontro nella cornice del 
Parco di Sant’Artemio,     un tempo sede dell’ospedale psichiatrico 
locale, e nelle vie del centro storico della     città e nella Piazza 
dei Signori, sede conclusiva dei diversi eventi, per     esclamare con 
le parole di Giuliano Scabia: «Oh! diamoci una mano, che     tutti 
abbiamo bisogno di un po’ di conforto; e anche se qualcuno non si     
ricorda niente, stia qui, che gli diamo un bacio, una carezza e amore». 
    Ancora il “puer aeternus” che in diversi luoghi del parco, 
all’interno di     una chiesetta o in piedi su una sedia su un viale, ci
 aveva letto e narrato     storie di esistenza e di “resistenza” con 
l’energia e la vena poetica di sempre.</p>
<p>Caro Giuliano, sei stato davvero così per tutta la tua vita, tenace e
     persistente fino a fare provare “rabbia” certe volte, ma sempre 
portatore     di conforto e stimoli in tutte le tue azioni artistiche, 
nella tua scrittura, negli     anni di insegnamento al DAMS di Bologna 
dal 1972 al 2005.</p>
<p>Altri diranno di te, della tua vita e arte e della tua scienza, 
ricorderanno i tuoi progetti e il tuo lavoro     pluridecennale. C’è da 
augurarsi senza troppe approssimazioni e indebite     appropriazioni, 
perché come si è svelti a salire sul carro del vincitore     altrettanto
 lo si è saltare su quello del defunto, spero trainato dai     due 
cavalli Marco e Ippogrifo i quali, sapendola lunga, saranno&nbsp;svelti a 
disarcionare     gli intrusi. Il primo ricordo, alla notizia della tua 
scomparsa, è quello     di Massimo Marino, uno degli importanti allievi 
della tua prima ondata damsiana, il quale ha ricordato lucidamente te e 
il tuo lavoro definendoti “poeta luminoso, inventore di     teatro fuori
 dai ranghi, narratore fantastico” (<a href="https://www.doppiozero.com/materiali/ciao-giuliano-scabia-poeta-luminoso">https://www.doppiozero.com/materiali/ciao-giuliano-scabia-poeta-luminoso </a>
 , 21 maggio 2021). Pagine critiche e non retoriche che c’è da augurarsi
     siano da esempio, e dalle quali è utile estrapolare almeno queste 
righe: “la poesia è     stata sempre l’asse portante del suo operare, 
volto a indagare, con il     ‘piede’, con il ritmo del corpo, con Orfeo e
 con Dioniso, il nostro stare     sulla terra, l’interrogarci sulle 
grandi questioni della vita e della     morte, con un sorriso, un 
cavallo di cartapesta, con molta delicata ironia     che conosce le 
seduzioni del mondo e delle ideologie e cerca di tenersi     attaccata, 
nei suoi meravigliosi voli, alla terra e alle persone”, tra     suoni, 
vino e chiacchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come risuonano lucidamente le 
pagine di Teresa Megale dedicate al "pifferaio magico", a un "poeta del 
teatro per indole e per versi, per attitudine e per filosofia"<span style="text-align: justify;">&nbsp;(</span><a href="https://drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione1.php?id=8125">https://drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione1.php?id=8125</a>,&nbsp;22 maggio 2021).</p>
<p>Dopo l’incontro di Treviso non ci siamo più visti né sentiti. Avevamo
 in     mente altri progetti, avrei desiderato proporre almeno un altro 
viaggio di     Marco Cavallo e Ippogrifo (a Imola, altra città simbolo 
della riforma     psichiatrica). Poi l’emergenza sanitaria attuale e 
altro hanno interrotto     il dialogo. Ma lo immagino solo sospeso, non 
chiuso definitivamente.</p>
<p>Tre ricordi personali, infine.</p>
<p>Il primo incontro nella primavera del 1972, quando Giuliano Scabia 
chiamato     a insegnare Drammaturgia al DAMS di Bologna si presentò 
“teatralmente” con una animazione rivolta a un     piccolo gruppo (e fui
 fortunato a essere presente nell’occasione) con il     suo furgone 
viaggiante dell’epoca parcheggiato in una stradina laterale     alla 
sede storica di Strada Maggiore. Un artista, invitato a essere     
docente, non poteva che mostrarsi così, in una maniera più efficace di 
una     pur dotta conferenza, coinvolgendo anche i passanti. Attoniti ma
 per nulla     disturbati. Anzi…</p>
<p>Poi molti anni dopo una serata nella casa di Claudio Meldolesi (altra
 colonna     portante di quel DAMS, scomparso troppo presto), quando 
Giuliano offrì a     lui e ad alcuni ospiti una sua narrazione 
fantastica come dono all’amico risanato dopo     un ricovero 
ospedaliero.</p>
<p>Ho motivo di ritenere quella serata, al di là dell’occasione e 
dell’evento,     un momento importante per rimarcare la natura del DAMS 
delle origini e dei     primi due decenni almeno, al di là di ogni 
intento celebrativo odierno:     l’incontro tra le due “anime”, come 
venivano definite, quella     storico-teorica degli studiosi (nel cui 
ambito mi stavo formando), e quella     pratico-operativa del fare, 
dell’agire, della sperimentazione e del     laboratorio. Osservate 
spesso in contrapposizione, come schieramenti     parlamentari diversi, 
anziché vederle felicemente integrate con un unico     fine, quello 
della formazione non casuale e innovativa degli allievi     dell’epoca 
(come in fondo era nelle intenzioni e intuizioni di Benedetto     
Marzullo, principale artefice del DAMS bolognese) e, perché no, anche di
 studiosi e     docenti: altri tempi, altri climi culturali e sociali, 
intrisi anche di     felici utopie. Una utopia che, si passi l’ossimoro,
 sembrava prendere concretezza in     quella serata a casa Meldolesi, 
con il benaugurante incontro tra uno dei     principali maestri della 
“storia” del teatro e un maestro del “fare” e del     “creare”. Non 
necessariamente campi contrapposti, anzi proprio il     contrario.</p>
<p>Infine, da ultimo, la partecipazione di Giuliano Scabia al Caregiver 
Day     presso il CTU nell’ottobre 2016 con un intervento intitolato 
“Gli Angeli     Assistenti e l’azione perfetta”, che naturalmente non 
poteva essere e non     fu una “normale” conferenza, trasformandosi 
invece in un’azione con letture     dal suo più recente impegno 
letterario (<em>L’azione perfetta</em>,     appunto), una camminata su e
 giù per la tribuna della sala distribuendo&nbsp; ai     partecipanti&nbsp;con 
gesto accurato un cartoncino-biglietto da visita con la riproduzione del
     disegno originale sulla copertina e versi invitanti alla lettura 
del libro,     ma validi soprattutto come monito: “Giovani donne ferite 
da Amore / che     della mente cercate la cura / per lenire qualche 
interno dolore / ascoltate     di Sofia l’avventura. / In forma di 
romanzo e di ballata / Sofia si prova a     vincere la morte. / Chi è 
l’amore? Che cos’è la morte? / D’amore e vita     inizia la cantata”.</p>
<p>Ancora il “puer aeternus” che da ultimo diede un’ennesima prova del 
suo     tendere la mano e offrire conforto quando una delle anziane 
ospiti che     aveva partecipato al laboratorio “Il teatro e il 
benessere”, condotto da     Michalis Traitsis presso il CTU, estrasse 
una pagina da leggere     pubblicamente. A., questa l’iniziale, ormai su
 una sedia a rotelle, fu     sollecitata da Giuliano ad alzarsi e a 
volgersi agli spettatori, ma senza     l’aiuto di alcuno, come invece 
sembrava necessario a tutti. E A. ci riuscì,     con Giuliano al fianco,
 attento e sorridente ma senza sostenerla.</p>
<p>Caro Giuliano, sei stato e rimarrai un poeta, un artista, un 
intellettuale,     un sognatore, un inventore di idee e di immagini, non
 un santone o un “re     taumaturgo”. Ti sei preso cura degli altri e 
hai "curato" con l'arte, con i sogni, con angelica "eresia".</p>
<p>Anche con quel gesto nei confronti di A. ci hai ancora insegnato che 
“anche     se qualcuno non si ricorda niente, stia qui, che gli diamo un
 bacio, una     carezza e amore”.</p>
<p>Ci hai educato ad avere fiducia e rispetto, verso gli altri e verso 
se     stessi: per “alzarsi in piedi” e “camminare insieme", affiancati.</p>
<p>Grazie per tutto questo, e per averci educato a sorridere, a cantare e
 a     “cavallare”, come intonavano i matti del Padiglione P di Trieste.</p>
<p>Con l’augurio che la follia, la “mattisia” come si dice dalle mie 
parti natìe, in Romagna, resti entro di noi a farci vedere tramite 
l’arte, la    <em>tua</em> arte, diversamente le cose del mondo.</p>
<p><strong>Daniele Seragnoli</strong></p>
<p>Ferrara, 22 maggio 2021</p>
<div class="visualClear">&nbsp;</div>
<h5 class="hiddenStructure">Azioni sul documento</h5>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2021-07-14T09:49:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/link/teatri-di-ferrara-e-provincia/ferrara-off-teatro">
    <title>Ferrara Off Teatro</title>
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    <description>Il sito di Ferrara Off con notizie sulle attività e gli spettacoli</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2021-07-14T09:43:36Z</dc:date>
    <dc:type>Collegamento</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/link/teatri-di-ferrara-e-provincia/teatro-nuovo-di-ferrara">
    <title>Teatro Nuovo di Ferrara</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/link/teatri-di-ferrara-e-provincia/teatro-nuovo-di-ferrara</link>
    <description>Il sito del Teatro Nuovo di Ferrara con le informazioni sulle stagioni e le attività</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2021-07-14T09:41:58Z</dc:date>
    <dc:type>Collegamento</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva">
    <title>VIAGGIO IN ITALIA - Tappe di una metamorfosi collettiva</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva</link>
    <description>Ciclo di incontri promosso dal DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA dell'Università di Ferrara in collaborazione con LIBRERIA IBS+LIBRACCIO di FERRARA, ARCI Ferrara, CENTRO TEATRO UNIVERSITARIO DI FERRARA, FICE, SCUOLA FORENSE di FERRARA, IUSS Ferrara 1391, se@unife
marzo-aprile 2019: Libreria IBS+LIBRACCIO/Cinema BOLDINI
</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="left"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">Da eclatanti fatti di cronaca al linguaggio pubblico e privato, dalla critica agli istituti di democrazia liberale alla contrapposizione tra popolo ed <em>elite</em>, dalla revoca in dubbio del sapere scientifico alla messa in discussione della partecipazione al processo di integrazione europea: emergono, da qui, segnali di un cambiamento profondo di difficile interpretazione unitaria.</p>
<p> </p>
<p align="left">Il viaggio in Italia che si intende intraprendere mira a offrire argomenti di conoscenza e di analisi, perché ciascuno possa rispondere in autonomia a simili interrogativi. Il suo itinerario sarà scandito in cinque tappe (linguaggio, sovranismo, razzismo, populismo, narcisismo), dedicate all’incontro con altrettante autorevoli voci della sfera pubblica italiana, che attraverso i loro libri più recenti hanno saputo cogliere e interpretare questi segnali del cambiamento collettivo in corso: <strong>Gianrico CAROFIGLIO</strong> <em>(Con i piedi nel fango, </em>Edizioni Gruppo Abele, 2018), <strong>Enrico LETTA</strong> <em>(Ho imparato, </em>il Mulino, 2019), <strong>Ezio MAURO</strong> <em>(L’uomo bianco, </em>Feltrinelli, 2018), <strong>Maurizio MOLINARI</strong> <em>(Perché è successo qui, </em>La nave di Teseo, 2018), <strong>Giovanni ORSINA</strong> <em>(La democrazia del narcisismo, </em>Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; ">Ogni incontro sarà introdotto (e concluso) da una <strong>lettura </strong>– a cura del <strong>Centro Teatro Universitario </strong>-<strong> </strong>di pagine selezionate del libro che fungerà da detonatore per la discussione. A seguire, si svolgerà il <strong>dialogo</strong> tra l’Autore del volume e un Costituzionalista dell’Ateneo ferrarese che, muovendo dai temi del libro, spazierà sullo stato attuale della società italiana, del suo assetto politico-istituzionale, e delle prevedibili conseguenze sul futuro del nostro Paese.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify; ">Ideatore e responsabile dell’intera iniziativa è il <strong>Prof. Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Ferrara </strong><strong>(pua@unife.it)</strong>, Dipartimento di Giurisprudenza, Corso Ercole I d’Este 37, 44121 Ferrara.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p align="center"><strong><em>Letture con le voci di </em>Alessandro Tagliati e Mara Vincenzi <em>e il coordinamento di </em>Daniele Seragnoli </strong><strong>(Centro Teatro Universitario)</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong><br /><strong>************************************************************</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>CALENDARIO DEGLI INCONTRI</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<div align="center"><strong>
<p>(Libreria IBS+LIBRACCIO)</p>
</strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 1 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong><strong> SOVRANISMO</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>saluto di</em><em> </em>Tiziano TAGLIANI, Sindaco di Ferrara</p>
<p><em>il libro: </em>Enrico Letta, <em>Ho imparato </em>(il Mulino, 2019)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico LETTA, già Presidente del Consiglio, Presidente dell’Istituto Jacques Delors,</p>
<p>(Scuola Affari Internazionali dell’Università SciencesPo di Parigi)- Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista</p>
<p>(Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>mercoledì 6 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>RAZZISMO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p><em>il libro: </em>Ezio Mauro, <em>L’uomo bianco </em>(Feltrinelli, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Ezio MAURO, Giornalista già direttore de <em>La Stampa </em>e <em>La Repubblica</em> -Guido BARBUJANI, Genetista</p>
<p>e Scrittore (Università di Ferrara)</p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 29 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>LINGUAGGIO</strong></p>
<p><em>il libro:</em><em> </em>Gianrico Carofiglio con Jacopo Rosatelli,<em>Con i piedi nel fango.</em><em>Conversazioni su politica e verità</em> (edizioni</p>
<p>Gruppo Abele, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico CAROFIGLIO, Scrittore - Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<div></div>
<div></div>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>martedì 2 aprile, ore 16.30</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>POPULISMO</strong></p>
<p><strong></strong><em>il libro: </em>Maurizio Molinari, <em>Perché è successo qui.Viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa <br /></em></p>
<p><em> </em>(La nave di Teseo, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Maurizio MOLINARI, Giornalista, direttore de <em>La Stampa - </em>Paolo VERONESI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 5 aprile, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>NARCISISMO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "> </p>
<p align="left"><em>il saluto: </em>Daniele NEGRI, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza</p>
<p style="text-align: justify; "><em>il libro: </em>Giovanni Orsina, <em>La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica </em>(Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify; "><em>il dialogo: </em>Giovanni ORSINA, Storico, Direttore della <em>School of Government</em> (Università LUISS “Guido Carli” di</p>
<p style="text-align: justify; ">Roma) - Giuditta BRUNELLI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p align="center">****************************</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p><strong>EVENTI COLLATERALI</strong></p>
<p><strong>Sala Boldini </strong>(Via Antonio Previati 18, Ferrara):</p>
<p><strong>Martedì 12 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione del film <strong><em>Dove bisogna stare</em></strong><em> </em>(Italia, 2018)</p>
<p>Regia di Daniele GAGLIANONE</p>
<p>Dialoga con il Regista Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso: 5 euro</p>
<div></div>
<div></div>
<p><strong>Martedì 19 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione del film <strong><em>Santiago, Italia</em></strong><em> </em>(Italia, 2018)</p>
<p>Regia di Nanni MORETTI</p>
<p>Introduzione al film di Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p>  </p>
<p style="text-align: justify; ">http://www.unife.it/news/2019/febbraio/Pieghevolequadratolow.pdf/at_download/file</p>
<p style="text-align: justify; ">  </p>
<p><strong> </strong></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2026-05-14T14:22:12Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/teatro-ragazzi-201csguardi-diversi201d-2018-2013-2019">
    <title>Teatro Ragazzi: “Sguardi Diversi” 2018 – 2019</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/teatro-ragazzi-201csguardi-diversi201d-2018-2013-2019</link>
    <description>Progetto promosso dall’Osservatorio Adolescenti del Servizio Giovani del Comune di Ferrara in collaborazione con l’Ufficio Alunni Stranieri dell’Istituzione Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie del Comune di Ferrara</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>Un percorso di laboratorio rivolto agli alunni della scuola secondaria <strong>“T. Tasso” di Ferrara</strong>, condotto da <strong>Michalis Traitsis </strong>di <strong>Balamòs Teatro</strong>.</p>
<p><strong>Lunedì 6 Maggio 2019 alle ore 11.00</strong> presentazione dello spettacolo <strong>“voci e suoni da un’avventura leggendaria”</strong> da parte degli alunni delle I classi medie delle scuole secondarie di  I° Grado “T. Tasso” di Ferrara presso la<strong> Camera Anecoica del Polo  Tecnologico e Scientifico dell’Università di Ferrara</strong>.</p>
<p>In seguito lo  spettacolo sarà presentato presso il <strong>Centro Teatro Universitario di Ferrara</strong> alle <strong>ore 10.00</strong> nelle giornate di <strong>Martedì 7 Maggio, Mercoledì 8 Maggio</strong>,<strong> Giovedì 9 Maggio</strong>, <strong>Venerdì 10 Maggio, </strong>per le scuole di Ferrara e Provincia e infine <strong>Sabato 11 Maggio </strong>alle <strong>ore 18.00 </strong>per i familiari e il pubblico adulto, previa prenotazione.</p>
<p>Le quattro repliche 7-10 maggio, fanno parte della stagione <strong>Teatro Ragazzi 2018-2019 del Teatro  Comunale di Ferrara.</strong></p>
<p style="text-align: justify; ">Lo spettacolo, con le musiche dal vivo di <strong>Martina Monti</strong>, è tratto dall’incredibile avventura  di Odisseo e i suoi compagni all’isola dei Ciclopi. Eroiche avventure,  miti e leggende senza tempo raccontate con leggerezza e ironia dagli  allievi del laboratorio teatrale “Sguardi Diversi” delle I classi della  scuola secondaria “T. Tasso” di Ferrara:</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Anna Badiale, Danil Bagev, Nicole  Borsetti, Federica Cavazza, Sara Chiavieri, Ginevra De Sandi, Ruggero De  Vivo, Martina Fornasiero, Diletta Lanzoni, Sebastiano Meneghesso, Sara  Merighi, Martin Mihalaki, Jacopo Murciano, Sofia Nasci, Delia Padure,  Sara Saletti, Neyna Sisian, Giorgia Vinciguerra</strong>.</p>
<p><a href="http://www.balamosteatro.org/wp-content/uploads/2019/05/Locandina-voci-e-suoni-da-unavventura-leggendaria-Maggio-2019.pdf">Locandina “voci e suoni da un’avventura leggendaria” – Maggio 2019</a></p>
<p><strong> </strong></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2025-10-08T07:26:27Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/unnamed.jpg">
    <title>Altrove - Locandina</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/unnamed.jpg</link>
    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2018-03-20T16:42:40Z</dc:date>
    <dc:type>Immagine</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/prometeo-incatenato-a-urbania">
    <title>"Prometeo incatenato" al XX Convegno Internazionale della rivista Catarsi–Teatri delle Diversità</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/prometeo-incatenato-a-urbania</link>
    <description>Teatro Bramante di Urbania (PU), sabato 2 novembre 2019, ore 21:30</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p><span style="text-align: justify; float: none;">La messa in scena della tragedia di Eschilo è l’esito del percorso di <strong>laboratorio annuale </strong>del CTU “Linguaggi dell’attore del teatro” 2018/2019. <br /></span></p>
<p><span style="text-align: justify; float: none;">Dopo essere stata replicata presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara e successivamente alla </span><strong style="text-align: justify;">Casa di Reclusione Femminile di Giudecca</strong><span style="text-align: justify; float: none;">&nbsp;nell’ambito del progetto&nbsp;</span><strong style="text-align: justify;">Passi Sospesi</strong><span style="text-align: justify; float: none;">&nbsp;di Balamòs Teatro negli&nbsp;</span><strong style="text-align: justify;">Istituti Penitenziari di Venezia</strong><span style="text-align: justify; float: none;">, viene ora riproposta all’interno della programma del Convegno </span><strong style="text-align: justify;">“Emanciparsi dalla subalternità. Teatro, sport e letteratura in carcere”</strong><span style="text-align: justify; float: none;">, come occasione per riflettere su teatro universitario e teatro in carcere.</span></p>
<p align="left">Il programma completo del convegno in:&nbsp; <a class="external-link" href="http://www.teatridellediversita.it/">http://www.teatridellediversita.it/</a></p>
<p align="center">******</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prometeo Incatenato</strong></p>
<p style="text-align: center;">uno spettacolo teatrale adattamento libero dall’omonima tragedia di Èschilo</p>
<p style="text-align: center;">regia, luci, scene: <strong>Michalis Traitsis (Balamòs Teatro)</strong></p>
<p style="text-align: center;">con gli allievi del laboratorio del Centro Teatro Universitario di Ferrara:</p>
<div align="center"><strong>Michela Arcidiacono, Andrea Bertocco, Federica Bucchicchio, Giuseppe Cota,Filippos Gkikouli, </strong><br /><strong>Giacomo Ippolito, Lorenzo Trevisani, Simone Zanchin, Beatrice Zauli </strong><br />e la partecipazione di<strong> Luminita Gheorghisor</strong></div>
<div align="center"><strong><br /></strong></div>
<div align="center"><br /><img alt="" /></div>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-10-28T17:34:17Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/che-fai-tu-luna-in-ciel-spettacolo-itinerante-diretto-da-stefano-randisi-e-enzo-vetrano">
    <title>"Che fai tu, luna, in ciel?", spettacolo itinerante diretto da Stefano Randisi e Enzo Vetrano</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/che-fai-tu-luna-in-ciel-spettacolo-itinerante-diretto-da-stefano-randisi-e-enzo-vetrano</link>
    <description>Domenica 1 dicembre - ore 17.00 - 18.00 - 19.00
Palazzo Turchi di Bagno, Corso Ercole I d'Este, 32 Ferrara</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>In occasione della mostra <em>Spazio 2019. Scienza e immaginario cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna</em> realizzata dall’Università di Ferrara nel cinquantesimo anniversario della conquista del pianeta, domenica <strong>1 dicembre</strong> il <strong>Centro Teatro Universitario</strong> presenta lo spettacolo itinerante <strong>Che fai tu, luna, in ciel? </strong>diretto da <strong>Stefano Randisi </strong>ed <strong>Enzo Vetrano </strong>(Cooperativa Le tre corde/Compagnia Vetrano-Randisi), con la partecipazione di un gruppo di allievi/e del CTU.</p>
<p>I sogni, le paure, i desideri ispirati dalla luna saranno le tappe di un percorso che partendo dalla sede della mostra a <strong>Palazzo Turchi di Bagno</strong> (Corso Ercole d’Este, 32) porteranno il pubblico accompagnato in piccoli gruppi a fare un breve, fantastico viaggio, scoprendo anche alcuni ambienti di <strong>Palazzo Prosperi Sacrati</strong>, eccezionalmente aperto e abitato per l’occasione da immagini poetiche, musicali e… lunari.</p>
<p>Le voci e i corpi di <strong>Alfonso Benazzo, Carla Calò, Claudia Cincotti, Liliana Letterese, Giuseppe Lipani, Andrea Lugli, Stefano Massarenti, Federica Mazza, Alice Pelucchi, Filippo Stefanoni, </strong><strong>Alessandro Tagliati, Giulia Tiozzo, Alessandra Tracchi, Mara Vincenzi, Elisabetta Zecchi</strong></p>
<p>danno vita alle parole – tra gli altri – di Dino Buzzati, Pier Paolo Pasolini, Ludovico Ariosto, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari, Tonino Guerra, Alda Merini, Giacomo Leopardi, Riccardo Bacchelli…</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">Considerata la particolarità dell’evento lo spettacolo sarà replicato in tre turni consecutivi con inizio rispettivamente alle ore <strong>17, 18 e 19</strong>.</p>
<h3 align="center"><strong>Per partecipare è pertanto obbligatoria la prenotazione inviando una e-mail a </strong><a href="mailto:ctu@unife.it" target="_blank"><strong>ctu@unife.it</strong></a><strong> o un sms/whatsapp al numero 347/7165714, indicando nome, cognome e numero di spettatori.</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong><em>Si ringrazia il Servizio Patrimonio del Comune di Ferrara per la concessione degli spazi di Palazzo Prosperi Sacrati</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>************</em></strong></p>
<p align="left"><strong><em>  </em></strong></p>
<p>Attori, autori e registi teatrali, <strong>Enzo Vetrano</strong> e<strong> Stefano Randisi</strong> lavorano insieme dal 1976.</p>
<p>Nel settembre del 2011 hanno vinto il premio<strong> Le Maschere del Teatro Italiano</strong> con lo spettacolo <em>I Giganti della Montagna </em>per la categoria Miglior spettacolo di prosa e nel 2010 hanno ricevuto il <strong>premio Hystrio-Anct</strong> per il loro lavoro tra ricerca e tradizione. Del 2007 è il <strong>premio ETI – Gli Olimpici del Teatro</strong> come miglior spettacolo per <em>Le smanie per la villeggiatura</em> di Carlo Goldoni, realizzato insieme a Elena Bucci e Marco Sgrosso.</p>
<p>Col <strong>Teatro Daggide </strong>di Palermo, loro città d’origine, Vetrano e Randisi hanno condiviso l’esperienza formativa del teatro di gruppo, orientando la propria ricerca verso il teatro d’attore, l’improvvisazione e la drammaturgia collettiva. Dall’83 al 92 hanno formato una compagnia all’interno della <strong>Cooperativa Nuova Scena di Bologna</strong>, per la quale hanno scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli fra cui una trilogia dedicata alla Sicilia, e hanno partecipato a diversi lavori con<strong> Leo de Berardinis</strong>.</p>
<p>Nel 1995 hanno fondato l’<strong>Associazione Culturale Diablogues</strong>, che spazia da produzioni di spettacoli di ricerca teatrale e musicale alla didattica, da collaborazioni e consulenze artistiche alla progettazione e realizzazione di eventi teatrali unici in luoghi di particolare interesse artistico e culturale. Dal 2001 al 2012 Vetrano e Randisi sono stati fondatori e direttori artistici del <strong>Festival Acqua di terra/Terra di luna</strong>.</p>
<p>Tra i loro spettacoli di maggiore successo: <em>Il berretto a sonagli di Pirandello</em> (1999) <em>Anfitrione</em> da Plauto, Molière, Kleist e Giraudoux (2000), <em>Il mercante di Venezia </em>(2001), <em>Le smanie per la villeggiatura</em> di Goldoni (2003), il repertorio pirandelliano costituito da <em>L’uomo, la bestia e la virtù </em>(2005), <em>Pensaci, Giacomino! </em>(2007) <em>I Giganti della Montagna</em> (2009) <em>Fantasmi </em>(2010) <em>Trovarsi </em>(2011).</p>
<p>Recentemente hanno affrontato con risultati emozionanti anche la drammaturgia di <strong>Franco Scaldat</strong>i realizzando <em>Totò e Vicé </em>(2011), <em>Assassina </em>(2017), <em>Ombre folli </em>(2017), <em>Riccardo 3-L'Avversario</em> di F. Niccolini (2019).</p>
<p>Dal 2015 “Compagnia Vetrano-Randisi/Diablogues” è una firma della <strong>Cooperativa Le Tre Corde</strong>, attività teatrale di <strong>interesse regionale dell’Emilia Romagna</strong> (<a class="external-link" href="http://www.diablogues.it/">http://www.diablogues.it/)</a></p>
<p>Numerosissime le loro attività di laboratorio e formazione teatrale. Con <em>Che fai tu, luna, in ciel?</em>, i due registi rinnovano la collaborazione con il Centro Teatro Universitario di Ferrara dopo serate di spettacolo, incontri con studenti e spettatori e la realizzazione degli eventi di laboratorio <em>Angeli incerti </em>(2005), <em>Novelle in nero </em>da “Novelle per un anno” di Pirandello (2006), <em>Spazi della memoria</em> (dedicato a Leo de Berardinis, 2008), oltre al laboratorio <em>Il lavoro dell’attore sul personaggio: Shylock, Sosia (da Molière), Shen-Te</em> (2007).</p>
<p> </p>
  ]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2025-10-08T07:38:10Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/seminari/la-societa-a-teatro-workshop-con-massimiliano-filoni">
    <title>"Anime Erranti. A proposito di follia": Workshop con Massimiliano Filoni </title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/seminari/la-societa-a-teatro-workshop-con-massimiliano-filoni</link>
    <description>Mercoledì 6 novembre, ore 16.00, presso la sede del CTU, Via Savonarola, 19 Ferrara</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<h3><strong>Workshop con Massimiliano Filoni (Giollicoop, Teatro dell’oppresso)</strong></h3>
<p>Nell'ambito del progetto&nbsp;<strong>"La Società a Teatro" XII Edizione - Corpi, voci, storie non conformi</strong>.</p>
<p>Una conferenza spettacolo interattiva sull'esperienza teatrale con gli ospiti della <strong>Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza di Parma.<br /></strong></p>
<p>Posti limitati.<br /> <strong>Iscrizione obbligatoria entro il 30 ottobre a: info.lstferrara@gmail.com</strong></p>
<p>In collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Studi Umanistici–Sezione Arti, Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica-Insegnamento di Tecniche Espressive, Comune di Ferrara, 
Az.U.S.L. di Ferrara, Azienda Servizi alla Persona del Comune di 
Ferrara, Associazione Agire Sociale 
Centro Servizi per il Volontariato</p>
<p>Programma completo:<strong> <a class="external-link" href="http://www.teatrocomunaleferrara.it/events/event/la-societa-a-teatro-19-20-2/">http://www.teatrocomunaleferrara.it/events/event/la-societa-a-teatro-19-20-2/</a><br /></strong></p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-11-04T12:20:35Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/DSCN4014.JPG">
    <title>Ippogrifo e Marco Cavallo</title>
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    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-09-16T11:10:50Z</dc:date>
    <dc:type>Immagine</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/ciclo-di-incontri/il-ctu-vola-all2019alzheimer-fest-con-l2019ippogrifo-di-antonio-utili">
    <title>IL CTU VOLA ALL’"ALZHEIMER FEST" CON L’IPPOGRIFO DI ANTONIO UTILI</title>
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    <description>Dal 13 al 15 settembre a Treviso una tre giorni dedicata a chi convive con l’esperienza dell’Alzheimer e a chi lo vive in prima persona. </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella splendida cornice del <strong>Parco di Sant’Artemio</strong>, un tempo sede
dell’ospedale psichiatrico oggi mirabilmente recuperato all’uso cittadino, si è
svolto un programma fitto di incontri, approfondimenti, musica, poesia, teatro.</p>
<p>Una vera e propria festa per ribadire, con lo slogan dell’evento, che “<em>di amore
non siamo vecchi</em>”.</p>
<p>Tra i numerosissimi appuntamenti, anche due interventi
teatrali del <strong>Centro Teatro Universitario di Ferrara</strong>, diretto da <strong>Giuseppe
Lipani</strong>.</p>
<p>Un <strong>Ippogrifo </strong>dorato, creato da <strong>Antonio Utili </strong>a partire da un’idea di
<strong>Daniele Seragnoli</strong>, è volato da Ferrara a Treviso insieme al soprano <strong>Chiara
Baroni</strong> e al poeta e drammaturgo <strong>Giuliano Scabia</strong>.</p>
<p>Lì ha incontrato <strong>Marco
Cavallo</strong>, il celeberrimo cavallo azzurro, realizzato nel 1973 da artisti e
pazienti nell’ospedale psichiatrico di Trieste, allora diretto da <strong>Franco Basaglia</strong>,
che segnò l’abbattimento simbolico e poetico dell’istituzione manicomiale.</p>
<p>Dopo
un’azione nel parco nella giornata di sabato, l’Ippogrifo e il Cavallo hanno
sfilato domenica 15 in <strong>Piazza dei Signori</strong>, in centro città, insieme a tutti i
partecipanti alla festa, per dire con le parole di Giuliano Scabia: «<em>Oh!
diamoci una mano, che tutti abbiamo bisogno di un po’ di conforto; e anche se
qualcuno non si ricorda niente, stia qui, che gli diamo un bacio, una carezza e
amore</em>».</p>
<p><img class="image-inline" src="DSCN4014.JPG/image_large" alt="Ippogrifo e Marco Cavallo" /></p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-09-16T11:14:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/spettacolo-teatrale-smeraldina-o-la-principessa-di-moscovia">
    <title> Spettacolo teatrale "Smeraldina o la Principessa di Moscovia"</title>
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    <description>Mercoledì 31 luglio, ore 21, presso la sede del CTU.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>Lo spettacolo<strong> “Smeraldina o la Principessa di Moscovia”</strong> è il saggio conclusivo del Corso Internazionale “L’Attore e la Maschera  nella Commedia dell’Arte” giunto alla sua undicesima edizione.</p>
<p>Il  corso, organizzato dall’<strong>Associazione Cornucopia Performing Arts Labs</strong> e diretto da <strong>Fabio Mangolini</strong> assistito da <strong>Daniel Llull</strong>,  ha visto la partecipazione di attrici e attori professionisti  provenienti da Italia, Finlandia, Australia, Regno Unito e Hong Kong.</p>
<p>Già da diversi anni più di centocinquanta allievi professionisti  provenienti da tutto il mondo hanno partecipato al Corso Internazionale  sulla Commedia dell’Arte che viene considerato mondialmente come una  delle maggiori eccellenze in questo ambito artistico.</p>
<p>Il Corso è inserito nel più ampio progetto “Ferrara e la Commedia dell’Arte”, frutto della collaborazione fra <strong>Cornucopia Performing Arts Labs</strong> e <strong>Centro Teatro Universitario</strong>, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna.</p>
<p align="center"><a href="https://ateneo.unife.it/centri/eventi/2019/luglio/XIcorsoattore.pdf" class="external-link">Locandina “L’attore e la Maschera nella Commedia dell’Arte”</a></p>
<p align="center"> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2025-10-08T07:34:22Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/presentazione-libri/presentazione-del-volume-201cil-teatro-come-metodo-educativo201d-di-francesca-fava">
    <title>Presentazione del libro “Il teatro come metodo educativo” di Francesca Fava</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/presentazione-libri/presentazione-del-volume-201cil-teatro-come-metodo-educativo201d-di-francesca-fava</link>
    <description>Mercoledì 17 luglio 2019 presso il Factory Grisù di via Poledrelli 21, ore 21:15</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p>Il volume (<strong>Carocci Editore</strong>) illustra necessità e peculiarità
del <strong>laboratorio teatrale</strong> come strumento formativo per le professioni
sociosanitarie ed educative, nell'attuale contesto di rinnovamento delle
Medical Humanities.</p>
<p>All'incontro prendono parte<strong> Marco Bresadola
</strong>(Università di Ferrara), <strong>Michele Fabbri</strong> (Università di Ferrara), <strong>Giuseppe
Lipani </strong>(Centro Teatro Universitario).</p>
<p>La presentazione sarà preceduta da una
brevissima dimostrazione della compagnia dei giovani <strong>“Nati dal nulla”</strong>, che
reciteranno alcune scene tratte da <strong>“Questo è il mio mondo”</strong> diretti
dall'ideatore del Metodo Cosquillas <strong>Massimiliano Piva</strong>.</p>
<p><strong>Francesca Fava</strong> è una docente e attrice esperta di educazione
teatrale. Per il cinema ha lavorato con Pupi Avati in “La via degli angeli”
(1999), “Rivincita di Natale” (2004). Per la televisione ha girato spot
televisivi firmati da Sergio Rubini e Marco D'Alatri. Nella fiction ha
affiancato attori come Flavio Insinna, Terence Hill e Luca Barbareschi.
Attualmente è responsabile del laboratorio teatrale del <strong>“Campus Biomedico” di
Roma.</strong></p>
<p align="center"><strong>INGRESSO LIBERO</strong></p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-07-16T11:26:50Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/prometeo-incatenato-evento-conclusivo-del-laboratorio-teatrale-2018-19">
    <title>"Prometeo Incatenato": evento conclusivo del laboratorio teatrale 2018-19</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/prometeo-incatenato-evento-conclusivo-del-laboratorio-teatrale-2018-19</link>
    <description>Martedì 16 Luglio alle ore 22.00 (prova aperta), Giovedì 18 Luglio e Venerdì 19 Luglio 2019, alle ore 21.00, si conclude il laboratorio teatrale del Centro Teatro Universitario di Ferrara “L’arte del teatro e dell’attore”, diretto da Michalis Traitsis,  con la presentazione presso la sala del Centro in via Savonarola 19 dello spettacolo "Prometeo Incatenato" (ingresso gratuito previa prenotazione: 328 81 20 452).</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p align="left"><span class="im"> </span></p>
<p style="text-align: justify; ">La  complessità della tragedia di Eschilo, alla quale lo spettacolo liberamente si ispira, ha a che fare con molteplici significati che, come un gioco ad incastro, rimandano l’uno  all’altro.</p>
<p style="text-align: justify; ">Prometeo è  colui che ha sfidato Zeus e che può rappresentare la ribellione politica  irriducibile, coerente o cieca fino in fondo, a seconda delle letture. Prometeo è anche colui che non mette in discussione l’ordine  precostituito ma rivendica il diritto al pensiero critico e libero. E’  un possibile Cristo dell’antichità che non vuole per se ruoli e potere  ma è mosso dall’amore gratuito verso gli uomini a cui dona il fuoco che,  nella mitologia greca rappresenta il potere della conoscenza. E’ ancora  colui che contribuisce alle origini della civiltà e del progresso, che  rimanda alla contesa eterna tra tradizione e progresso. E’ l’archetipo  della inestinguibile lotta e conseguente decisione tra piegare la testa,  subire, tacere, diventare massa informe, o combattere, rivendicare il  diritto ad avere una voce, manifestare il proprio dissenso. E’ una  riflessione continua su cosa sia la responsabilità etica e  sull’assumersi le conseguenze delle proprie azioni.</p>
<p style="text-align: justify; ">Prometeo è  soprattutto il dramma del dolore e della solitudine ma insieme della  partecipazione corale che non ha il potere di abolire il dolore ma di  elevarlo. Prometeo incatenato è stata definita tragedia immobile e in  effetti è la stessa immobilità fisica a cui è ridotto il protagonista a  imprimere una quasi totale assenza di movimento e azioni.</p>
<p style="text-align: justify; ">Nel presente  studio si è scelto di rimanere aderenti alla sua versione originale  perché i temi di cui tratta sono profondamente attuali di per sé.  Attraverso un processo dall'interno verso l'esterno, si è lavorato per  trovare voci, gesti, composizioni a partire dalla respirazione -  l’impegno e la fatica di una respirazione a cui non siamo avvezzi - alla ricerca di una coralità che alluda all’essenza stessa del teatro,  che è respiro collettivo.</p>
<p><span class="im"> </span></p>
<p style="text-align: justify; ">La  scena si svolge nella desolata e montuosa regione della Scizia. Qui  Efesto assistito da Cratos (Potere) e Bia (Violenza), per ordine di Zeus  incatena a una rupe Prometeo, colpevole di aver rubato il fuoco per  darlo agli uomini e le conoscenze tecniche utili per il loro progresso.  Ad assistere Prometeo, che lamenta l’ingiustizia divina e la gravità  della sua pena, accorrono dagli abissi del mare, prima le oceanine (che  formano il coro), poi Oceano, che si offre, ma inutilmente, per la  difficile opera di pacificazione. Ma Prometeo non è la sola vittima del  sovrano dell’Olimpo, lo è anche Io, fanciulla sedotta da Zeus e  trasformata per gelosia da Era in una giovenca condannata a  interminabili peregrinazioni e tormentata dai continui morsi di un  tafano. Prometeo la conforta, rivelandole che un suo discendente, noto a  lui solo, lo avrebbe liberato, privando Zeus del suo potere. Zeus,  udita la conversazione con Io, invia Ermes per estorcere il segreto a  Prometeo, ma egli non cede e per questo viene scagliato, insieme alla  rupe a cui è incatenato, in un burrone senza fondo.</p>
<p style="text-align: justify; ">Regia, luci e scene: <strong>Michalis Traitsis</strong></p>
<p style="text-align: justify; ">In scena gli allievi del CTU: <strong>Michela Arcidiacono, Andrea Bertocco, Federica Bucchicchio, Giuseppe Cota, Emanuela Del Giudice, Filippo Gkikouli, Giacomo Ippolito, Giulia Tiozzo, Lorenzo Trevisani, Simone Zanchin, Beatrice Zauli</strong></p>
<p> </p>
<h3 align="center"><strong><span class="im">
<p style="text-align: justify; ">**********</p>
</span></strong></h3>
<p><span class="im"> </span><span class="im"> </span></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="im">Lo spettacolo sarà replicato <strong>Lunedì 22 Luglio 2019</strong> alle <strong>ore</strong> <strong>16.00 (ingresso riservato)</strong>, presso la <strong>Casa di Reclusione Femminile di Giudecca</strong>, nell’ambito del <strong>progetto teatrale "Passi Sospesi" di Balamòs Teatro negli Istituti Penitenziari di Venezia</strong>.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span class="im"> </span></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="im"> </span></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-04-17T13:35:42Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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