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  <title>Centro Teatro Universitario</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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    <title>workshop_teatro_pace</title>
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    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2024-05-06T10:05:38Z</dc:date>
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  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/laboratori/voice-workroom-sessioni-di-pratiche-vocali-trasversali">
    <title>Voice workroom. Sessioni di pratiche vocali trasversali</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/laboratori/voice-workroom-sessioni-di-pratiche-vocali-trasversali</link>
    <description>Per tre weekend si terrà presso il Centro Teatro Universitario un laboratorio modulare sulla voce condotto da Lara Patrizio.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/voiceworkroom.png/image_preview" alt="Voice workroom CTU" class="image-right" title="Voice Workroom" />Comincia sabato 9 novembre un nuovo laboratorio intensivo presso il Centro Teatro Universitario, che andrà avanti per 3 weekend, con l'attrice, cantante e facilitatrice vocale <strong>Lara Patrizio </strong><strong><a href="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/LaraPatrizioshortbio.pdf/at_download/file" type="application/pdf" class="internal-link internal-link-tofile" title="pdf, 902.5 KB">(qui una breve biografia)</a></strong>.</p>
<p><strong><i>Voice Workroom</i></strong> invita i partecipanti - professionisti e non - a cercare le proprie voci mantenendo ampio l’orizzonte vocale, svincolato da tecnicismi, ipoteche e preconcetti e ad aprirsi “all’inesauribile possibilità delle forme di pensare la voce”.</p>
<p>La matrice corporea, essere in dialogo con lo spazio, con corpi visibili e non, la tensione ad un raggio d’azione allargato che includa i molteplici aspetti della manifestazione vocale, sono elementi risonanti, in sintonia con le prassi che hanno caratterizzato il percorso di apprendistato e di esperienza professionale della conduttrice e che hanno costituito ambito di indagine, allenamento, applicazione pratica.</p>
<p>I contenuti generali proposti nelle sessioni di lavoro riguardano il liberare la voce in un corpo intrecciato alla psiche, il dare valore ad elementi paralinguistici e ad atti comunicativi che contemplino pre-verbale e verbale, il considerare la parola anche nella sua valenza fonica, l’innalzare la voce al canto e far in modo che il corpo risuoni e vibri tenendo conto di spazio e interlocutori visibili e/o invisibili poiché la voce è sempre relazione.</p>
<p>I contenuti affrontati nel percorso, oltre a stimolare la scoperta, la conoscenza e l'ampliamento del sè vocale, possono rivelarsi utili ai fini della formazione e della preparazione per chi opera in contesti scenico-performativi, efficaci nello spostare o abbattere confini spesso definiti e/o imposti dal contesto sociale e dalla dimensione culturale che abitiamo, favorire percorsi di sblocco e autoconoscenza, offrire eventuali elementi da integrare in percorsi in ambito educativo, sociale, culturale.</p>
<p>Le tre sessioni di 12 ore ciascuna - 36 ore complessive - progettate per il Centro Teatro Universitario di Ferrara sono al contempo autonome e complementari ed è possibile frequentare una o piu’ sessioni. Le tematiche proposte saranno organizzate coerentemente con il tempo a disposizione, il numero e le caratteristiche dei partecipanti.</p>
<p>Calendario degli incontri.</p>
<p>9-10 novembre ore 10-13 / 14-17;</p>
<p>23-24 novembre <span style="font-size: 12.16px; ">ore 10-13 / 14-17;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; "></span>30 novembre - 1 dicembre <span style="font-size: 12.16px; ">ore 10-13 / 14-17.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; "></span><a href="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/SchedadescrittivaVOICEWORKROOMsessionidipratichevocalitrasversalidef.pdf/at_download/file" type="application/pdf" class="internal-link internal-link-tofile" title="pdf, 1.5 MB">Scarica la locandina e la presentazione del laboratorio</a> (a cura di Lara Patrizio).</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Laboratori</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-12T14:05:53Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/voiceworkroom.png">
    <title>Voice Workroom</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/voiceworkroom.png</link>
    <description>Voice workroom CTU</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2024-11-04T17:53:49Z</dc:date>
    <dc:type>Immagine</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/vittorio-arrigoni-a-gaza">
    <title>Vittorio Arrigoni a Gaza</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/vittorio-arrigoni-a-gaza</link>
    <description>Una narrazione con musica e disegno di e con Gianluca Foglia "Fogliazza" e con Emanuele Cappa (oud e chitarra)</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.16px; "><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/arrigoni.png/image_preview" alt="Arrigoni a Gaza" class="image-right" title="Arrigoni a Gaza" /><strong>Mercoledì 10 dicembre, alle ore 21</strong>, presso il CTU di Ferrara andrà in scena <i><strong>Vittorio Arrigoni a Gaza</strong></i>, uno spettacolo teatrale di e con Gianluca Foglia “Fogliazza” e </span><span style="font-size: 12.16px; ">con le musiche <span style="font-size: 12.16px; ">di Emanuele Cappa (oud e chitarra)</span> eseguite dal vivo.</span></p>
<p>Uno spettacolo che intreccia narrazione, musica e disegno per riportare al centro la voce e l’eredità di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani, volontario dell’International Solidarity Movement e reporter indipendente. Arrigoni ha vissuto a lungo nella Striscia di Gaza, dove ha documentato con tenacia le condizioni della popolazione civile, scegliendo di condividere la quotidianità di un territorio segnato dal blocco, dalla violenza e dall’emergenza permanente. Con le sue parole “restiamo umani”, diventate simbolo universale di resistenza morale, ha invitato il mondo a non distogliere lo sguardo dalle ingiustizie. Nel 2011 fu rapito e ucciso a Gaza, lasciando un’eredità che continua a ispirare movimenti, attivisti e cittadini in tutto il mondo.</p>
<p>Attraverso una performance intensa e coinvolgente, Gianluca Foglia “Fogliazza” ed Emanuele Cappa guidano il pubblico in un viaggio emotivo dentro le parole, i gesti e le scelte di Arrigoni. La narrazione si fonde con il suono dell’oud e della chitarra, mentre il disegno dal vivo diventa un gesto poetico che accompagna il racconto, rendendo ogni momento unico e irripetibile.</p>
<p>A seguire, dialogo con Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, che offrirà una testimonianza sul percorso umano e civile del figlio, sulla sua dedizione alla causa palestinese e sul significato politico ed etico del suo messaggio oggi.</p>
<p>Un appuntamento che non è solo memoria, ma invito alla partecipazione e alla consapevolezza: un’occasione per riflettere sulla forza dei diritti umani, sulla responsabilità individuale e collettiva e sul valore di chi, come Arrigoni, ha scelto di mettere la propria vita al servizio della giustizia.</p>
<p>L'evento è organizzato da IBO Italia, nell'ambito di <i>Semina-ri di pace</i>, in collaborazione con Centro Teatro Universitario, Laboratorio per la pace Ferrara, Vet for Africa - Acli, Regione Emilia-Romagna.</p>
<p>Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: ctu@unife.it</p>
<p><a href="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/Locandina_VittorioArrigoniaGaza.pdf/at_download/file" type="application/pdf" class="internal-link internal-link-tofile" title="pdf, 1.6 MB">Scarica la locandina</a> e <a href="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/Cartolina_VittorioArrigoniaGaza.pdf/at_download/file" type="application/pdf" class="internal-link internal-link-tofile" title="pdf, 1.4 MB">la cartolina dello spettacolo</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-04-10T13:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva">
    <title>VIAGGIO IN ITALIA - Tappe di una metamorfosi collettiva</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva</link>
    <description>Ciclo di incontri promosso dal DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA dell'Università di Ferrara in collaborazione con LIBRERIA IBS+LIBRACCIO di FERRARA, ARCI Ferrara, CENTRO TEATRO UNIVERSITARIO DI FERRARA, FICE, SCUOLA FORENSE di FERRARA, IUSS Ferrara 1391, se@unife
marzo-aprile 2019: Libreria IBS+LIBRACCIO/Cinema BOLDINI
</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="left"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">Da eclatanti fatti di cronaca al linguaggio pubblico e privato, dalla critica agli istituti di democrazia liberale alla contrapposizione tra popolo ed <em>elite</em>, dalla revoca in dubbio del sapere scientifico alla messa in discussione della partecipazione al processo di integrazione europea: emergono, da qui, segnali di un cambiamento profondo di difficile interpretazione unitaria.</p>
<p> </p>
<p align="left">Il viaggio in Italia che si intende intraprendere mira a offrire argomenti di conoscenza e di analisi, perché ciascuno possa rispondere in autonomia a simili interrogativi. Il suo itinerario sarà scandito in cinque tappe (linguaggio, sovranismo, razzismo, populismo, narcisismo), dedicate all’incontro con altrettante autorevoli voci della sfera pubblica italiana, che attraverso i loro libri più recenti hanno saputo cogliere e interpretare questi segnali del cambiamento collettivo in corso: <strong>Gianrico CAROFIGLIO</strong> <em>(Con i piedi nel fango, </em>Edizioni Gruppo Abele, 2018), <strong>Enrico LETTA</strong> <em>(Ho imparato, </em>il Mulino, 2019), <strong>Ezio MAURO</strong> <em>(L’uomo bianco, </em>Feltrinelli, 2018), <strong>Maurizio MOLINARI</strong> <em>(Perché è successo qui, </em>La nave di Teseo, 2018), <strong>Giovanni ORSINA</strong> <em>(La democrazia del narcisismo, </em>Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; ">Ogni incontro sarà introdotto (e concluso) da una <strong>lettura </strong>– a cura del <strong>Centro Teatro Universitario </strong>-<strong> </strong>di pagine selezionate del libro che fungerà da detonatore per la discussione. A seguire, si svolgerà il <strong>dialogo</strong> tra l’Autore del volume e un Costituzionalista dell’Ateneo ferrarese che, muovendo dai temi del libro, spazierà sullo stato attuale della società italiana, del suo assetto politico-istituzionale, e delle prevedibili conseguenze sul futuro del nostro Paese.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify; ">Ideatore e responsabile dell’intera iniziativa è il <strong>Prof. Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Ferrara </strong><strong>(pua@unife.it)</strong>, Dipartimento di Giurisprudenza, Corso Ercole I d’Este 37, 44121 Ferrara.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p align="center"><strong><em>Letture con le voci di </em>Alessandro Tagliati e Mara Vincenzi <em>e il coordinamento di </em>Daniele Seragnoli </strong><strong>(Centro Teatro Universitario)</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong><br /><strong>************************************************************</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>CALENDARIO DEGLI INCONTRI</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<div align="center"><strong>
<p>(Libreria IBS+LIBRACCIO)</p>
</strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 1 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong><strong> SOVRANISMO</strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>saluto di</em><em> </em>Tiziano TAGLIANI, Sindaco di Ferrara</p>
<p><em>il libro: </em>Enrico Letta, <em>Ho imparato </em>(il Mulino, 2019)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico LETTA, già Presidente del Consiglio, Presidente dell’Istituto Jacques Delors,</p>
<p>(Scuola Affari Internazionali dell’Università SciencesPo di Parigi)- Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista</p>
<p>(Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>mercoledì 6 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>RAZZISMO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p><em>il libro: </em>Ezio Mauro, <em>L’uomo bianco </em>(Feltrinelli, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Ezio MAURO, Giornalista già direttore de <em>La Stampa </em>e <em>La Repubblica</em> -Guido BARBUJANI, Genetista</p>
<p>e Scrittore (Università di Ferrara)</p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 29 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>LINGUAGGIO</strong></p>
<p><em>il libro:</em><em> </em>Gianrico Carofiglio con Jacopo Rosatelli,<em>Con i piedi nel fango.</em><em>Conversazioni su politica e verità</em> (edizioni</p>
<p>Gruppo Abele, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico CAROFIGLIO, Scrittore - Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<div></div>
<div></div>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>martedì 2 aprile, ore 16.30</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>POPULISMO</strong></p>
<p><strong></strong><em>il libro: </em>Maurizio Molinari, <em>Perché è successo qui.Viaggio all’origine del populismo italiano che scuote l’Europa <br /></em></p>
<p><em> </em>(La nave di Teseo, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Maurizio MOLINARI, Giornalista, direttore de <em>La Stampa - </em>Paolo VERONESI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>venerdì 5 aprile, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "><strong>NARCISISMO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center" style="text-align: center; "> </p>
<p align="left"><em>il saluto: </em>Daniele NEGRI, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza</p>
<p style="text-align: justify; "><em>il libro: </em>Giovanni Orsina, <em>La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica </em>(Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify; "><em>il dialogo: </em>Giovanni ORSINA, Storico, Direttore della <em>School of Government</em> (Università LUISS “Guido Carli” di</p>
<p style="text-align: justify; ">Roma) - Giuditta BRUNELLI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p align="center">****************************</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p><strong>EVENTI COLLATERALI</strong></p>
<p><strong>Sala Boldini </strong>(Via Antonio Previati 18, Ferrara):</p>
<p><strong>Martedì 12 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione del film <strong><em>Dove bisogna stare</em></strong><em> </em>(Italia, 2018)</p>
<p>Regia di Daniele GAGLIANONE</p>
<p>Dialoga con il Regista Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso: 5 euro</p>
<div></div>
<div></div>
<p><strong>Martedì 19 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione del film <strong><em>Santiago, Italia</em></strong><em> </em>(Italia, 2018)</p>
<p>Regia di Nanni MORETTI</p>
<p>Introduzione al film di Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p>  </p>
<p style="text-align: justify; ">http://www.unife.it/news/2019/febbraio/Pieghevolequadratolow.pdf/at_download/file</p>
<p style="text-align: justify; ">  </p>
<p><strong> </strong></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2026-05-14T14:22:12Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/presentazione-libri/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva">
    <title>VIAGGIO IN ITALIA - Tappe di una metamorfosi collettiva</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/presentazione-libri/viaggio-in-italia-tappe-di-una-metamorfosi-collettiva</link>
    <description>Ciclo di incontri promosso dal DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA dell'Università di Ferrara in collaborazione con LIBRERIA IBS+LIBRACCIO di FERRARA, ARCI Ferrara, CENTRO TEATRO UNIVERSITARIO DI FERRARA, FICE, SCUOLA FORENSE di FERRARA, IUSS Ferrara 1391, se@unife
marzo-aprile 2019: Libreria IBS+LIBRACCIO/Cinema BOLDINI
</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[
<p align="left"></p>
<p align="center"></p>
<p align="left">Da eclatanti fatti di
cronaca al linguaggio pubblico e privato, dalla critica agli istituti di
democrazia liberale alla contrapposizione tra popolo ed <em>elite</em>, dalla revoca in dubbio del sapere scientifico alla messa in
discussione della partecipazione al processo di integrazione europea: emergono,
da qui, segnali di un cambiamento profondo di difficile interpretazione
unitaria.</p>
<p></p>
<p align="left">Il viaggio in Italia che si intende
intraprendere mira a offrire argomenti di conoscenza e di analisi, perché
ciascuno possa rispondere in autonomia a simili interrogativi. Il suo itinerario
sarà scandito in cinque tappe (linguaggio, sovranismo, razzismo, populismo,
narcisismo), dedicate all’incontro con altrettante autorevoli voci della sfera
pubblica italiana, che attraverso i loro libri più recenti hanno saputo
cogliere e interpretare questi segnali del cambiamento collettivo in corso: <strong>Gianrico CAROFIGLIO</strong> <em>(Con i piedi nel fango, </em>Edizioni Gruppo
Abele, 2018), <strong>Enrico LETTA</strong> <em>(Ho imparato, </em>il Mulino, 2019), <strong>Ezio MAURO</strong> <em>(L’uomo bianco, </em>Feltrinelli, 2018), <strong>Maurizio MOLINARI</strong> <em>(Perché è
successo qui, </em>La nave di Teseo, 2018), <strong>Giovanni
ORSINA</strong> <em>(La democrazia del narcisismo,
</em>Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni incontro sarà introdotto (e concluso) da una <strong>lettura </strong>– a cura del <strong>Centro Teatro Universitario </strong>-<strong> </strong>di pagine selezionate del libro che
fungerà da detonatore per la discussione. A seguire, si svolgerà il <strong>dialogo</strong> tra l’Autore del volume e un
Costituzionalista dell’Ateneo ferrarese che, muovendo dai temi del libro, spazierà
sullo stato attuale della società italiana, del suo assetto
politico-istituzionale, e delle prevedibili conseguenze sul futuro del nostro
Paese.</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify;">Ideatore e responsabile dell’intera iniziativa è il <strong>Prof. Andrea
Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Ferrara </strong><strong>(pua@unife.it)</strong>, Dipartimento di
Giurisprudenza, Corso Ercole I d’Este 37, 44121 Ferrara.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p align="center"><strong><em>Letture con le voci di&nbsp; </em>Alessandro Tagliati e Mara Vincenzi <em>e il coordinamento di </em>Daniele Seragnoli </strong><strong>(Centro Teatro Universitario)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>
</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong><br /><strong>************************************************************</strong></strong></p>
<strong>
<p align="center" style="text-align: center;">CALENDARIO DEGLI INCONTRI</p>
</strong>
<div align="center"><strong>
<p>(Libreria IBS+LIBRACCIO)</p>
</strong></div>
<p><strong>
</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>venerdì 1 marzo, ore 17.00</strong></p>
<strong>
</strong><strong>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>&nbsp;SOVRANISMO</strong></p>
</strong>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong></strong></p>
<p><em>saluto di</em><em> </em>Tiziano TAGLIANI, Sindaco di Ferrara</p>
<p><em>il libro: </em>Enrico Letta, <em>Ho
imparato </em>(il Mulino, 2019)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico LETTA, già Presidente del Consiglio, Presidente dell’Istituto Jacques Delors,</p>
<p>(Scuola Affari Internazionali dell’Università
SciencesPo di Parigi)- Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista</p>
<p>(Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>
</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<strong>
</strong>
<p></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>mercoledì 6 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>RAZZISMO</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p></p>
<p><em>il libro: </em>Ezio Mauro, <em>L’uomo
bianco </em>(Feltrinelli, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Ezio MAURO, Giornalista già direttore de <em>La Stampa </em>e <em>La Repubblica</em> -Guido BARBUJANI, Genetista</p>
<p>e Scrittore (Università
di Ferrara)</p>
<p></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>venerdì 29 marzo, ore 17.00</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>LINGUAGGIO</strong></p>
<p><em>il libro:</em><em> </em>Gianrico Carofiglio con Jacopo Rosatelli,<em>Con i piedi nel fango.</em><em>Conversazioni su politica e verità</em> (edizioni</p>
<p>Gruppo Abele, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Enrico CAROFIGLIO, Scrittore - Andrea PUGIOTTO, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>martedì 2 aprile, ore 16.30</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>POPULISMO</strong></p>
<p><strong></strong><em>il libro: </em>Maurizio Molinari, <em>Perché è successo qui.Viaggio all’origine del populismo italiano che
scuote l’Europa <br /></em></p>
<p><em></em>(La nave di Teseo, 2018)</p>
<p><em>il dialogo: </em>Maurizio MOLINARI, Giornalista, direttore de <em>La Stampa - </em>Paolo VERONESI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>

</strong></p>
<p></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>venerdì 5 aprile, ore 17.00</strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><strong>NARCISISMO</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p align="center" style="text-align: center;"></p>
<p align="left"><em>il saluto: </em>Daniele NEGRI, Direttore del Dipartimento di
Giurisprudenza</p>
<p style="text-align: justify;"><em>il libro: </em>Giovanni Orsina, <em>La democrazia del
narcisismo. Breve storia dell’antipolitica </em>(Marsilio, 2018)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>il dialogo: </em>Giovanni ORSINA, Storico, Direttore della <em>School of Government</em> (Università LUISS “Guido Carli” di</p>
<p style="text-align: justify;"> Roma) - Giuditta
BRUNELLI, Costituzionalista (Università di Ferrara)</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p align="center">****************************</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p><strong>EVENTI COLLATERALI</strong></p>
<p><strong>Sala Boldini </strong>(Via Antonio Previati 18, Ferrara):</p>
<p><strong>Martedì 12 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione
del film <strong><em>Dove bisogna stare</em></strong><em> </em>(Italia,
2018)</p>
<p>Regia di
Daniele GAGLIANONE</p>
<p>Dialoga con
il Regista Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso: 5
euro</p>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p><strong>Martedì 19 marzo, ore 21.00</strong></p>
<p>Proiezione
del film <strong><em>Santiago, Italia</em></strong><em> </em>(Italia,
2018)</p>
<p>Regia di
Nanni MORETTI</p>
<p>Introduzione
al film di Andrea PUGIOTTO</p>
<p>Ingresso
libero</p>
<p style="text-align: justify;">

<strong>
</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<strong>
</strong>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;http://www.unife.it/news/2019/febbraio/Pieghevolequadratolow.pdf/at_download/file</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2019-03-06T10:19:25Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/archivio-letture-sceniche/tarcordat">
    <title>Venerdì 12 giugno: "tarcordat" - Evento di narrazione teatrale interpretato da Giuliana Bolognesi e diretto da Daniele Seragnoli, in collaborazione con progetto GATE|Porta degli Angeli</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/archivio-letture-sceniche/tarcordat</link>
    <description>ORE 21,15, VIA SAVONAROLA 19, ingresso libero</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: center; "><img class="image-inline" src="../../news/2015/giugno/Unifestival03.png/@@images/3c8241f8-adcb-4782-91b6-d903f49043a9.png" /></p>
<p> </p>
<p>Ricavato dal libro/diario “<b>L’Angelo delle fragole</b>” di <b>Stefania Mazzoli</b>, sotto il titolo volutamente felliniano di <b><i>tarcordat</i></b> si dilata un evento di narrazione teatrale in cui rivivono, tramite frammenti di memoria, i lavori nella campagna, la vita, le abitudini e i personaggi “tipici” di un piccolo paese nel secondo dopoguerra.</p>
<p>Nel ripetuto ruotare di una matassa che di volta in volta sbroglia o aggroviglia i fili del tempo, la storia si snoda da Borgo Scoline, nell’immediata periferia ferrarese, ma potrebbe essere collocata in qualsiasi altra parte di un’Italia subalterna e semplice eppure non marginale, lasciando dietro di sé immagini e testimonianze non nostalgiche ma in grado di fornire elementi di riflessione ancora attuali, soprattutto sul valore della solidarietà, dell’amicizia e di bisogni materiali e sociali comuni e condivisi.</p>
<p>Come sotto il tendone di un circo o in uno spettacolo di varietà si avvicendano “numeri” e personaggi di molteplice umanità realmente esistiti o di pura immaginazione, come l'irrompere di un imprevisto Astolfo ariostesco, in un’alternanza di comicità, ironia e poesia, mettendo in fila le tappe di un viaggio verso una meta di auspicabile speranza: il paese “<i>dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno</i>” senza sottintesi o manipolazioni.</p>
<p>Sopra tutti la presenza di un Angelo “laico”, impalpabile ma concreto. L’Angelo del borgo, sorridente, ironico e sornione,  artefice di miracoli bizzarri, che canta e balla e guida le esistenze di un piccolo mondo dove anche gli estremi possono felicemente convivere.</p>
<p><b><i>tarcordat</i></b><i> </i>fa parte della programmazione del progetto <b>GATE|Porta ideato da EvArt – Associazione per l’Arte e la Cultura, in collaborazione con Comune di Ferrara. </b>L'evento, ospitato per ragioni logistiche negli spazi del CTU anziché nella tradizionale Porta degli Angeli, rientra inoltre in<b> Aspettando Unifestival, </b>il cartellone di iniziative divulgative e scientifiche che anticipano la tre giorni di <b>Unifestival</b> nel centro storico di Ferrara dal 25 al 27 settembre.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-06-11T11:00:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/archivio-letture-sceniche/venerdi-12-settembre-torna-in-scena-tarcordat">
    <title>Venerdì 11 settembre 2015: torna in scena "tarcordat" </title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/letture-sceniche/archivio-letture-sceniche/venerdi-12-settembre-torna-in-scena-tarcordat</link>
    <description>L'evento di narrazione teatrale interpretato da Giuliana Bolognesi e diretto da Daniele Seragnoli, realizzato in collaborazione con il progetto GATE|Porta degli Angeli nel mese di giugno, è ora invitato alla manifestazione "Porotto insieme 2015" - Campo sportivo di Via Petrucci, Porotto - ore 21,30 (ingresso libero)</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricavato dal libro/diario “<b>L’Angelo delle fragole</b>” di <b>Stefania Mazzoli</b> (<i>Nuove Carte, Ferrara 2014</i>), sotto il titolo volutamente felliniano di <b><i>tarcordat</i></b> si dilata un evento di narrazione teatrale in cui rivivono, tramite  frammenti di memoria, i lavori nella campagna, la vita, le abitudini e i  personaggi “tipici” di un piccolo paese nel secondo dopoguerra.</p>
<p>Nel ripetuto ruotare di una matassa che di volta in volta sbroglia o  aggroviglia i fili del tempo, la storia si snoda da Borgo Scoline,  nell’immediata periferia ferrarese, ma potrebbe essere collocata in  qualsiasi altra parte di un’Italia subalterna e semplice eppure non  marginale, lasciando dietro di sé immagini e testimonianze non  nostalgiche ma in grado di fornire elementi di riflessione ancora  attuali, soprattutto sul valore della solidarietà, dell’amicizia e di  bisogni materiali e sociali comuni e condivisi.</p>
<p>Come sotto il tendone di un circo o in uno spettacolo di varietà si  avvicendano “numeri” e personaggi di molteplice umanità realmente  esistiti o di pura immaginazione, come l'irrompere di un imprevisto  Astolfo ariostesco, in un’alternanza di comicità, ironia e poesia,  mettendo in fila le tappe di un viaggio verso una meta di auspicabile  speranza: il paese “<i>dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno</i>” senza sottintesi o manipolazioni.</p>
<p>Sopra tutti la presenza di un Angelo “laico”, impalpabile ma  concreto. L’Angelo del borgo, sorridente, ironico e sornione,  artefice  di miracoli bizzarri, che canta e balla e guida le esistenze di un  piccolo mondo dove anche gli estremi possono felicemente convivere.</p>
<p><b><i>tarcordat</i></b><i> </i>fa parte della programmazione del progetto <b>GATE|Porta ideato da EvArt – Associazione per l’Arte e la Cultura, in collaborazione con Comune di Ferrara.</b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-09-04T14:28:26Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/link/collaboratori/vanda-monaco">
    <title>Vanda Monaco</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/link/collaboratori/vanda-monaco</link>
    <description>Attrice e regista, vive tra la Svezia e l'Italia. Dirige laboratori di ricerca sui linguaggi dell’attore, ha scritto saggi sul teatro italiano e straniero. </description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2009-01-29T12:56:41Z</dc:date>
    <dc:type>Collegamento</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/una-vertigine-nera">
    <title>Una vertigine nera</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/una-vertigine-nera</link>
    <description> Sabato 9 maggio alle 21, in scena al CTU la narrazione teatrale "Una vertigine nera”, con Emanuele Ortu e Claudia Autori. Una iniziativa nell'ambito del progetto Prisma, Salute e benessere della comunità universitaria.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>
<div id="m_2765702276343919843m_4056102357523125506m_1406819381136384162m_-8129091757081642896m_1316666263065738664m_8651490057094014262m_8595711547326542049gmail-:17p">
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<div dir="ltr">
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">
<div><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/file/spettacolo_vertiginenera_prisma_MAGGIO.png/image_preview" alt="locandina &quot;vertigine nera&quot; " class="image-right" title="locandina &quot;vertigine nera&quot; " />Il 9 Maggio alle ore 21.00 presso il CTU di Ferrara va in scena lo spettacolo <strong>Una vertigine nera</strong>, con Emanuele Ortu e Claudia Autori.</div>
<div></div>
<div><strong>Note sullo spettacolo</strong></div>
<div>Esiste un filo rosso che lega le storie di paura e le murder ballads al femminile.</div>
<div dir="auto">Entrambe connotate da un forte accento maschile, hanno sviluppato nel tempo una lunga tradizione, a volte sconosciuta, di opere create da donne.</div>
<div dir="auto">Storie e canzoni che sono state territorio di denuncia di un sistema violento nei confronti delle donne e di chi aveva meno potere, come il mondo dell'infanzia. Ma, soprattutto, capolavori che spesso sono rimasti nell'ombra. Opere <span>capaci di proporre domande universali, grazie alla cornice del fantastico o all'essenzialità della storie di denuncia.</span></div>
<div></div>
<div dir="auto">In un'atmosfera che alterna l'intimità dei racconti intorno al fuoco e momenti più informali, un narratore ed una musicista vi accompagneranno in un viaggio tra ghost stories e murder ballads, tra storie e Storia.</div>
<div></div>
<div dir="auto"><strong>Come prenotarsi:</strong> iscrizione gratuita sino ad esaurimento posti al seguente link <a href="https://ateneo.unife.it/it/prisma/eventi-prisma/prisma-2-0-festival-vertigine-nera" target="_blank">https://www.unife.it/it/prisma/eventi-prisma/prisma-2-0-festival-vertigine-nera</a> dove troverete il form dedicato. In alternativa può essere usato il qr code presente in locandina.</div>
<div><strong><br /></strong></div>
<div dir="auto"><strong>Quando:</strong> 9 maggio 2026 ore 21.00. L’accesso sarà possibile dalle 20.30, così da permettere di espletare le procedure di ingresso.</div>
<div></div>
<div><strong>Dove:</strong> CTU-Ferrara <a href="https://maps.app.goo.gl/Po59kAP6B2Wdprqb7" target="_blank">https://maps.app.goo.gl/Po59kAP6B2Wdprqb7</a></div>
<div></div>
<div><strong>Sul palco</strong></div>
<div></div>
<p dir="ltr" style="height: 1.38;"><span>Emanuele Ortu</span></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38;"><span>In qualità di narratore e musicista, collabora alla realizzazione di spettacoli di teatro di narrazione che dialogano con differenti media. Unisce al lavoro artistico quello di ricerca e promozione delle forme di narrazione, con particolare attenzione alla letteratura per le infanzie e le adolescenze. Collabora con università, enti pubblici e privati.</span></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38;"><span>Fa parte del comitato scientifico del corso di perfezionamento “Albi e natura”, Università della Valle d’Aosta, e del “</span><span>Laboratorio di ricerca e intervento sulle tematiche del morire, del lutto e delle perdite </span><span>Uno sguardo al Cielo”, Università  di Ferrara. Per quest'ultimo cura la rubrica on line "Immortali" sul tema degli immaginari di morte nelle narrazioni.</span></p>
<p dir="ltr" style="height: 1.38;"> </p>
<p style="height: 1.38;">Claudia Autuori</p>
<p style="height: 1.38;">Violinista e polistrumentista. Caratterizzata da una particolare propensione alla sperimentazione, ha spaziato tra differenti generi come la musica classica, il black metal ed il post folk. Vive in Germania, dove è in organico presso differenti orchestre ed ensemble. Ha unito il lavoro di concertista a quello di musicoterapeuta presso centri pubblici e privati. Come musicista attivista ha portato avanti percorsi e ricerche sul mondo delle minoranze di genere e culturali.</p>
<p style="height: 1.38;"> </p>
<div>Lo spettacolo, come sempre in forma gratuita, fa parte del <i>Festival "Salute e benessere"</i> del progetto PRISMA dove troverete tante altre proposte gratuite come laboratori, convegni, concerti  <a href="https://ateneo.unife.it/it/prisma/festival-prisma" target="_blank">https://www.unife.it/it/prisma/festival-prisma</a> .</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Centro Teatro Universitario</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-07T08:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/un-sogno-blu-uno-spettacolo-itinerante-diretto-da-michalis-traitsis">
    <title>Un sogno blu, uno spettacolo itinerante diretto da Michalis Traitsis</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/f0d8-spettacoli-studi-teatrali-e-dimostrazioni-di-lavoro-del-centro/un-sogno-blu-uno-spettacolo-itinerante-diretto-da-michalis-traitsis</link>
    <description>Giovedì 15 e Venerdì 16 Luglio 2021, ore 20.15</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si conclude oggi e domani il laboratorio teatrale del Centro Teatro     Universitario, con uno spettacolo dedicato a Giuliano Scabia, poeta,     drammaturgo, uomo di teatro, venuto a mancare lo scorso maggio.</p>
<p>Gli allievi del CTU presenteranno <em>Un sogno blu</em>, lavoro itinerante     che si snoda negli spazi aperti di Palazzo Strozzi e Palazzo Tassoni e che     rievoca poeticamente le vicende di Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro     di cartapesta, simbolo di liberazione e di speranza, che Scabia ed altri     artisti costruirono nell’ospedale psichiatrico di Trieste, diretto da     Franco Basaglia.</p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/sognoblufinale.JPG/image_large" alt="La scena finale dello spettacolo Un sogno blu. Centro Teatro Universitario, Balamòs Teatro" class="image-inline" title="Un sogno blu" /></p>
<p> </p>
<p><em>Un sogno blu</em> è uno studio teatrale diretto da    <strong>Michalis Traitisis – Balamòs Teatro</strong>, con gli allievi del     laboratorio del Centro Teatro Universitario di Ferrara     <strong> Michela Arcidiacono, Giuseppe Cota, Leily Fazeli, Giacomo Ippolito,         Lorenzo Trevisani </strong> e la partecipazione di <strong>Naim Sani</strong> della Scuola Media     Inferiore “T. Tasso”.</p>
<p>L’evento si svolgerà all’aperto, nel rispetto delle misure vigenti di prevenzione della diffusione del coronavirus oggi<strong>Giovedì 15 </strong>e<strong> </strong>domani    <strong> Venerdì 16 luglio 2021 alle ore 20.15,</strong> presso il Centro     Teatro Universitario di Ferrara (<strong>via Savonarola 19</strong>).     Ingresso riservato su prenotazione, tel. 328 8120452.</p>
<p><a class="external-link" href="http://www.balamosteatro.org/wp-content/uploads/2021/07/Locandina-un-sogno-blu.pdf">Scarica la locandina dello spettacolo</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Spettacoli</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-04-17T13:30:35Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/sognoblufinale.JPG">
    <title>Un sogno blu</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/sognoblufinale.JPG</link>
    <description>La scena finale dello spettacolo Un sogno blu. Centro Teatro Universitario, Balamòs Teatro</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2021-07-15T08:32:16Z</dc:date>
    <dc:type>Immagine</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/seminari/un-rituale-contro-la-paura-pratiche-per-incontrare-se-stessi-ed-elaborare-la-perdita">
    <title>Un rituale contro la paura: pratiche per incontrare se stessi ed elaborare la perdita</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/seminari/un-rituale-contro-la-paura-pratiche-per-incontrare-se-stessi-ed-elaborare-la-perdita</link>
    <description>Venerdì 17 novembre ore 16: seminario di Giovanna Costanzino, educatrice e animatrice teatrale, nell'ambito del progetto LST-La Società a Teatro 2017, con proiezione di materiale audiovisivo.
Ingresso libero.

</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>Come e perché ogni scienza e discorso che si occupa dell’uomo può essere affrontata attraverso la lente del teatro?</p>
<p>La natura dell'uomo fa di esso un animale non solo sociale e culturale ma precisamente teatrale, che si nutre di rappresentazioni e le genera costantemente a sua volta nell'Altro significativo, come restituzioni e negoziazioni del sé. In questo scambio relazionale prendono vita le pulsioni della paura e del desiderio, all'interno delle quali oscillano le carenze dell'essere uomo. Ai fondamenti antropologici della paura e del desiderio il teatro rituale si pone come possibile “cura” se si offre ai suoi fruitori come dimensione catartica e non come puro intrattenimento.</p>
<p>L’uomo a differenza degli altri animali non si accontenta della soddisfazione dei suoi bisogni vitali, si sente sempre insoddisfatto in qualsiasi circostanza e momento della vita, perché teme, si preoccupa, va in ansia per il proprio domani. E qual è per il genere umano la più grande paura se non quella della morte? L'individuo può riuscire a concepirsi in un viaggio come essere che viene dalla morte, per ritornare alla morte, lottando? E quanto tempo siamo in grado di concederci per l'elaborazione della perdita all'interno della società moderna?</p>
<p>Il sentimento di migrazione può essere considerato simile a quello del lutto? Nell'affrontare questi viaggi terreni e non, quanto conta riconoscere la nostra identità culturale? Uno spazio, un incontro per condividere le riflessioni e la storia intorno a un viaggio, un luogo in cui una persona al minuto muore per malattie facilmente prevenibili, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e in quella stasi sembrano palesarsi anche alcune delle risposte a degli antichi quesiti.</p>
<p style="text-align: center; ">*****</p>
<p><b>Giovanna Enrica Costanzino </b>nasce ad Agrigento, si laurea in<b> Beni archivistici e librari presso l'Università di Palermo </b>e si appassiona particolarmente alla drammaturgia classica e all'antropologia culturale.</p>
<p>Inizia a esplorare i linguaggi del corpo a 16 anni con il progetto <b>“Non solo teatro” della compagnia Tessere </b>di Coccio di Palma di Montechiaro, piccolo paese di cui è originaria. In seguito si dedica a  discipline come lo yoga, la meditazione dinamica e la danza Butoh.</p>
<p>La scoperta del teatro antropologico la porta a interrogarsi sul valore dell'identità nelle piccole comunità e sull'importanza di fissarne i tratti distintivi che a lungo termine possano restituire una traccia  della società globale in costante trasformazione, senza eludere le specificità delle piccole realtà locali. Si iscrive ai circoli <b>Arci </b>e tramite questi inizia ad adoperare gli strumenti del teatro dell'oppresso, partecipando ad azioni teatrali anche a supporto dei comitati <b>No Muos</b>.</p>
<p>Con  l'<b>Ong Arcs-culture solidali, parte come volontaria per l'Africa</b>, luogo in cui aveva già vissuto come animatrice, apprendendone in particolare <b>le danze e la ritualità</b>. Entra in forte relazione con gli abitanti autoctoni e ciò le permette di prendere parte a particolari riti tribali, osservando soprattutto il rito funerario e indagandolo. Tornata in Italia, consegue il <b>master in Tutela diritti e protezione dei minori all’Università di Ferrara</b> che le fornisce gli strumenti per applicare le tecniche del teatro sociale alle comunità d'accoglienza per <b><i>msna </i>e nei quartieri periferici di Catania</b> con progetti educativi all'interno del quadro della lotta al disagio e dell'educazione alla perdita.</p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/Giovannauno.jpg" alt="" class="image-inline" title="" /></p>
<p><b> </b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Seragnoli Daniele</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-11-13T10:11:27Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/in-memoria-di/un-ricordo-di-ferdinando-taviani">
    <title>Un ricordo di Ferdinando Taviani</title>
    <link>https://ateneo.unife.it/centri/ctu/eventi/in-memoria-di/un-ricordo-di-ferdinando-taviani</link>
    <description>È mancato Ferdinando Taviani, storico del teatro tra i più importanti ed apprezzati. Il ricordo di Daniele Seragnoli</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><img src="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/foto/lafascinazionedelteatro.jpg" alt="" class="image-right" title="" />Qualcuno mi pare li avesse definiti i “tre moschettieri” della storiografia     teatrale, anche se in realtà erano quattro, come gli autentici di Dumas:     Fabrizio Cruciani, Claudio Meldolesi, Ferdinando Taviani (con il quarto, il     più anziano ancorché di poco, Ferruccio Marotti). Allievi di quel Giovanni     Macchia la cui lezione alla Sapienza di Roma, da acuto francesista e     storico del teatro, li aveva formati dando avvio a quella vera e propria     rivoluzione storiografica che, dalla metà degli anni Sessanta del ‘900, ha     letteralmente fondato la “storia del teatro” nell’università, ma ancor più     nella cultura italiana, grazie al loro apporto. I primi due se ne sono     andati troppo presto, Fabrizio Cruciani addirittura appena cinquantenne nel     1992 e Meldolesi nel 2009. Ora ci lascia il terzo, Ferdinando Taviani, ma     per tutti soltanto Nando.</p>
<p>La “scuola romana”, come è preferibile definirla, trapiantata al Dams di     Bologna agli inizi degli anni Settanta, con Cruciani prima, poi Marotti     (per un breve periodo) e Meldolesi. La scuola che ho felicemente incontrato     e grazie alla quale ho ricevuto una solida base formativa, condividendone     metodo, argomenti, lezioni, discussioni e, perché no, anche dissensi.     Taviani no, non fu della partita bolognese, avviando invece la sua carriera     accademica a Lecce e poi, da ordinario, all’Università dell’Aquila. Però     era presente sempre, se non fisicamente, tranne fortunate incursioni, con i     suoi studi, le sue idee, la sua “eccentricità” di pensiero (e di     abbigliamento). Capitava di incontrarlo alle riunioni di redazione della     rivista “Teatro e Storia” nella sede del Mulino o a qualche rassegna o     festival di teatro. Era capitato di vederlo nello studio di Roma dove i tre     (più uno) “moschettieri” avevano riunito in un unico appartamento le     rispettive biblioteche, facendone anche la prima redazione della rivista     “Biblioteca Teatrale” che nel 1971 avviò la sua pubblicazione. Ma non era     un semplice studio di “studiosi riuniti”, era un “covo”, un “luogo”     dall’atmosfera particolare, una fucina di idee, riflessioni, scambi,     progetti. Solo ragionando insieme e confrontandosi con gli altri, diceva     Nando, si cresce e si produce: “in un giorno di vengono mille idee, di cui     una sola è valida mentre tutte le altre sono sciocchezze [in realtà il     termine era altro!], se non le scambi e le discuti come fai a capire su     quale vale la pena di insistere?”.</p>
<p>In quello spazio si creava non solo la rivista ma là, seppi poi, era nato     uno straordinario progetto di Storia documentaria del teatro italiano in     diversi volumi per Il saggiatore di Milano. Una pubblicazione che non vide     la luce per il fallimento o qualcosa di simile dell’editore, ma che divenne     miniera e officina dei successivi volumi e saggi dei tre (più uno).     “Documentaria”, insisto, perché quella è stata – ed è – la grande lezione:     la fonte, il documento, non studiati a vanvera ma con metodo e rigore. Lo     stesso rigore che tutto il gruppo, nella docenza universitaria, richiedeva,     anzi pretendeva, dagli allievi, da semplici studenti e ancor più laureandi.     Non parlare per dare fiato alla gola, non scrivere prima di avere     verificato e confrontato.</p>
<p>Da lì sono nati gli esemplari (e ancora oggi punti di riferimento     fondamentali) studi di Nando sulla Commedia dell’Arte: prima l’edizione     della <em>Supplica</em> dell’attore Nicolò Barbieri, in arte Beltrame, per     i tipi del Polifilo di Milano, con uno studio critico, note e varianti che     andrebbero imposti allo studio ancora oggi; poi l’edizione altrettanto documentaria che passa sotto il titolo di<em>La fascinazione del teatro</em>, per la serie dell’editore Bulzoni<em>La commedia dell’arte e la società barocca</em> (proseguita poi con    <em>La professione del teatro</em> di Ferruccio Marotti e Giovanna Romei);     sullo stesso filone     <em> Il segreto della commedia dell'arte. La memoria delle compagnie         italiane del XVI, XVII e XVIII secolo </em> , scritto da Taviani con Mirella Schino, che fin dal suo apparire apriva la     strada non solo a un nuovo sguardo storiografico sul fenomeno detto     Commedia dell’Arte ma ci insegnava a osservare il teatro nella sua     materialità, lungi da ogni idealismo o estetismo, sia nel passato ma anche     nel presente. Sì, perché Nando, studioso anche dell’Ottocento, di     Pirandello e altro ancora, è stato anche come si usa dire uno storico     “militante”, uno di coloro che si “sporcano” le mani toccando gli attori e     il loro mestiere. Da qui nasce il rapporto con Eugenio Barba e con l’Odin     Teatret, di cui Nando è stato in qualche modo scopritore in Italia (ma non     solo) e soprattutto consulente/consigliere e dramaturg. L’invenzione     dell’ISTA, ovvero International School of Theatre Anthropology, fondata nel     1979. Altra intuizione straordinaria: il teatro non lo puoi capire nel suo     divenire storico se in qualsiasi momento non lo vivi dall’interno e non ci impasti le mani. Da qui nasce l’altro contributo fondamentale:    <em>Il libro dell’Odin. Il teatro-laboratorio di Eugenio Barba</em>, del     1975, non la “storia” di un gruppo di teatro ma il suo interrogarlo, nel     presente, raccogliendo materiali e testimonianze.</p>
<p>Uno studioso geniale, come si usa dire, ma soprattutto eccentrico,     Ferdinando Taviani. In tutto e per tutto: nella vita e nelle abitudini,     nelle idee e negli studi. Eccentrico nel significato etimologico di “fuori     dal centro”: uno sguardo sempre spiazzante il suo perché in grado di     percepire, vedere e restituire le cose diversamente da ogni interlocutore,     che si parlasse di comuni fatti della vita o soprattutto di ricerche e     studi. Una capacità di vedere diversamente che poteva fare anche venire     rabbia (perché lui lo vede e io no?), ma soprattutto illuminante quando ti     accingevi a mettere mano sui documenti, con la certezza per altro di potere     cogliere sino in fondo ciò che Nando scorgeva. Ma l’invito era, e rimane,     sempre lo stesso: mettiti fuori dal centro, in disparte, nella periferia e     osserverai comunque diversamente. Così come le microsocietà delle compagnie     dell’Arte nel passato o i gruppi cosiddetti poi (erroneamente) di Terzo     Teatro nel presente facevano.</p>
<p>Un invito anche all’eccentricità storiografica per distaccarsi dalla     “normalità” degli studi che, per quanto riguarda il teatro, oltretutto non     era nemmeno “regolarità” di “storia del teatro” in quanto disciplina     autonoma e con statui e fondamenti specifici – in quei presupposti di     ultimo trentennio del XX secolo – ma branca o sottobranca di qualche     letteratura.</p>
<p>Persona brillante soprattutto, Nando, il Professor Ferdinando Taviani. Una     brillantezza che faceva un tutt’uno con l’eccentricità del pensiero, e non     poteva essere che così. Uno stile nel discorso (per chi ha avuto la ventura     di assistere a sue lezioni o conferenze o relazioni ai convegni) e nella     scrittura: rigoroso sì, da filosofo dal metodo accurato direi, non certo     divulgativo, ma con la dote, il sale, della “brillantezza”. Le parole da     oggi non potremo più udirle, ma la brillantezza, la genialità, la sorpresa     che ci accompagna pagina dopo pagina nei suoi libri restano: una     “fascinazione” storiografica, rubando la definizione alla straordinaria     intuizione di Nando per cercare di carpire il segreto dei comici antichi,     detti dell’arte.</p>
<p style="text-align: right; ">Daniele Seragnoli</p>
<p style="text-align: left; "><a class="external-link" href="https://www.doppiozero.com/materiali/ferdinando-taviani-studioso-militante">Qui il ricordo di Massimo Marino</a>.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2020-11-08T10:29:41Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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  <item rdf:about="https://ateneo.unife.it/centri/ctu/archivio/2018-2021/un-ricordo-di-ferdinando-taviani">
    <title>Un ricordo di Ferdinando Taviani</title>
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    <description>È mancato Ferdinando Taviani, storico del teatro tra i più importanti ed apprezzati. Il ricordo di Daniele Seragnoli</description>
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<p>La “scuola romana”, come è preferibile definirla, trapiantata al Dams di     Bologna agli inizi degli anni Settanta, con Cruciani prima, poi Marotti     (per un breve periodo) e Meldolesi. La scuola che ho felicemente incontrato     e grazie alla quale ho ricevuto una solida base formativa, condividendone     metodo, argomenti, lezioni, discussioni e, perché no, anche dissensi.     Taviani no, non fu della partita bolognese, avviando invece la sua carriera     accademica a Lecce e poi, da ordinario, all’Università dell’Aquila. Però     era presente sempre, se non fisicamente, tranne fortunate incursioni, con i     suoi studi, le sue idee, la sua “eccentricità” di pensiero (e di     abbigliamento). Capitava di incontrarlo alle riunioni di redazione della     rivista “Teatro e Storia” nella sede del Mulino o a qualche rassegna o     festival di teatro. Era capitato di vederlo nello studio di Roma dove i tre     (più uno) “moschettieri” avevano riunito in un unico appartamento le     rispettive biblioteche, facendone anche la prima redazione della rivista     “Biblioteca Teatrale” che nel 1971 avviò la sua pubblicazione. Ma non era     un semplice studio di “studiosi riuniti”, era un “covo”, un “luogo”     dall’atmosfera particolare, una fucina di idee, riflessioni, scambi,     progetti. Solo ragionando insieme e confrontandosi con gli altri, diceva     Nando, si cresce e si produce: “in un giorno di vengono mille idee, di cui     una sola è valida mentre tutte le altre sono sciocchezze [in realtà il     termine era altro!], se non le scambi e le discuti come fai a capire su     quale vale la pena di insistere?”.</p>
<p>In quello spazio si creava non solo la rivista ma là, seppi poi, era nato     uno straordinario progetto di Storia documentaria del teatro italiano in     diversi volumi per Il saggiatore di Milano. Una pubblicazione che non vide     la luce per il fallimento o qualcosa di simile dell’editore, ma che divenne     miniera e officina dei successivi volumi e saggi dei tre (più uno).     “Documentaria”, insisto, perché quella è stata – ed è – la grande lezione:     la fonte, il documento, non studiati a vanvera ma con metodo e rigore. Lo     stesso rigore che tutto il gruppo, nella docenza universitaria, richiedeva,     anzi pretendeva, dagli allievi, da semplici studenti e ancor più laureandi.     Non parlare per dare fiato alla gola, non scrivere prima di avere     verificato e confrontato.</p>
<p>Da lì sono nati gli esemplari (e ancora oggi punti di riferimento     fondamentali) studi di Nando sulla Commedia dell’Arte: prima l’edizione     della <em>Supplica</em> dell’attore Nicolò Barbieri, in arte Beltrame, per     i tipi del Polifilo di Milano, con uno studio critico, note e varianti che     andrebbero imposti allo studio ancora oggi; poi l’edizione altrettanto documentaria che passa sotto il titolo di<em>La fascinazione del teatro</em>, per la serie dell’editore Bulzoni<em>La commedia dell’arte e la società barocca</em> (proseguita poi con    <em>La professione del teatro</em> di Ferruccio Marotti e Giovanna Romei);     sullo stesso filone     <em> Il segreto della commedia dell'arte. La memoria delle compagnie         italiane del XVI, XVII e XVIII secolo </em> , scritto da Taviani con Mirella Schino, che fin dal suo apparire apriva la     strada non solo a un nuovo sguardo storiografico sul fenomeno detto     Commedia dell’Arte ma ci insegnava a osservare il teatro nella sua     materialità, lungi da ogni idealismo o estetismo, sia nel passato ma anche     nel presente. Sì, perché Nando, studioso anche dell’Ottocento, di     Pirandello e altro ancora, è stato anche come si usa dire uno storico     “militante”, uno di coloro che si “sporcano” le mani toccando gli attori e     il loro mestiere. Da qui nasce il rapporto con Eugenio Barba e con l’Odin     Teatret, di cui Nando è stato in qualche modo scopritore in Italia (ma non     solo) e soprattutto consulente/consigliere e dramaturg. L’invenzione     dell’ISTA, ovvero International School of Theatre Anthropology, fondata nel     1979. Altra intuizione straordinaria: il teatro non lo puoi capire nel suo     divenire storico se in qualsiasi momento non lo vivi dall’interno e non ci impasti le mani. Da qui nasce l’altro contributo fondamentale:    <em>Il libro dell’Odin. Il teatro-laboratorio di Eugenio Barba</em>, del     1975, non la “storia” di un gruppo di teatro ma il suo interrogarlo, nel     presente, raccogliendo materiali e testimonianze.</p>
<p>Uno studioso geniale, come si usa dire, ma soprattutto eccentrico,     Ferdinando Taviani. In tutto e per tutto: nella vita e nelle abitudini,     nelle idee e negli studi. Eccentrico nel significato etimologico di “fuori     dal centro”: uno sguardo sempre spiazzante il suo perché in grado di     percepire, vedere e restituire le cose diversamente da ogni interlocutore,     che si parlasse di comuni fatti della vita o soprattutto di ricerche e     studi. Una capacità di vedere diversamente che poteva fare anche venire     rabbia (perché lui lo vede e io no?), ma soprattutto illuminante quando ti     accingevi a mettere mano sui documenti, con la certezza per altro di potere     cogliere sino in fondo ciò che Nando scorgeva. Ma l’invito era, e rimane,     sempre lo stesso: mettiti fuori dal centro, in disparte, nella periferia e     osserverai comunque diversamente. Così come le microsocietà delle compagnie     dell’Arte nel passato o i gruppi cosiddetti poi (erroneamente) di Terzo     Teatro nel presente facevano.</p>
<p>Un invito anche all’eccentricità storiografica per distaccarsi dalla     “normalità” degli studi che, per quanto riguarda il teatro, oltretutto non     era nemmeno “regolarità” di “storia del teatro” in quanto disciplina     autonoma e con statui e fondamenti specifici – in quei presupposti di     ultimo trentennio del XX secolo – ma branca o sottobranca di qualche     letteratura.</p>
<p>Persona brillante soprattutto, Nando, il Professor Ferdinando Taviani. Una     brillantezza che faceva un tutt’uno con l’eccentricità del pensiero, e non     poteva essere che così. Uno stile nel discorso (per chi ha avuto la ventura     di assistere a sue lezioni o conferenze o relazioni ai convegni) e nella     scrittura: rigoroso sì, da filosofo dal metodo accurato direi, non certo     divulgativo, ma con la dote, il sale, della “brillantezza”. Le parole da     oggi non potremo più udirle, ma la brillantezza, la genialità, la sorpresa     che ci accompagna pagina dopo pagina nei suoi libri restano: una     “fascinazione” storiografica, rubando la definizione alla straordinaria     intuizione di Nando per cercare di carpire il segreto dei comici antichi,     detti dell’arte.</p>
<p style="text-align: right; ">Daniele Seragnoli</p>
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    <dc:creator>Lipani Domenico Giuseppe</dc:creator>
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